L’Abruzzo e in modo particolare la sua fascia appenninica è considerata una zona poco pregiata, a giudicare il numero delle attività pericolose che vogliono trasferirvi. (Non c’è mai stata alcuna contestazione alle aziende tessili, metalmeccaniche, alla cartiera o allo zuccherificio).
Gli stessi abitanti hanno una percezione vaga dei territori che occupano e della loro storia, eppure quello dello storico locale o dello studioso di storia locale è un passatempo piuttosto diffuso nella popolazione. Udita nella recente campagna elettorale, dalle mie parti: «Avezzano, unico caso del centro Italia, cresce demograficamente perché cresce economicamente». (Si dice il peccato, ma non il peccatore e il partito dello stesso peccatore).
Avezzano, a livello demografico, si comporta né più né meno come le altre città medie della dorsale appenninica: cresce drenando abitanti da paesi più e meno vicini. Assorbe e rilascia gente verso le città
più grandi nella Penisola e all’estero: si tratta di laureati, in genere. Essa attira abitanti, più che clienti per i suoi numerosissimi negozi, i suoi bar e il suo teatro. (Potendo interessare: i veicoli in uscita sono di poco maggiori di quelli che raggiungono il capoluogo marsicano – è un dato pubblico). La città attrae – dal dopo-terremoto – i costruttori più dei commercianti e degli operai, per la facilità di procurare affari, data la fragilità (è un termine volutamente inappropriato) delle istituzioni locali.
Non è tempo sprecato osservare, a livello continentale, la situazione della fascia appenninica. Bisogna capire perché si sono prodotte tante realtà dissimili tra loro: è un lavoro di tipo storiografico. (Tanti paesini, sono scomparsi per crisi economica, catastrofe ecologica, isolamento, altro?). C’è chi sta meglio di noi e vi sono i paesi di vecchi dell’Appennino lucano e calabrese.
Non hanno dato frutti particolari, le politiche ventennali di contenimento dello spopolamento nell’Appennino ligure ed è l’unica regione italiana in cui la popolazione non cresce. Il WWF teramano punta a rilanciare con l’iniziativa Borghi Attivi, alcuni nuclei abitati dell’Abruzzo colpiti dal terremoto del 2009 (Fontecchio, Pescomaggiore, Santa Maria del Ponte, Fano Adriano, Civitella Casanova). E’ bene cominciare ad enunciare certi problemi anche da noi, se non vogliamo farci sorprendere. Le soluzioni prospettate possono essere non le migliori, ma si possono cambiare: l’importante è non sprecare del tempo prezioso. (3/3)
sabato 3 novembre 2012
KsLT 25
Tempo fa qualcuno mi ha fatto notare che non c’è un posto dove si vendono i biglietti per il concerto di Vinicio Capossela (31 luglio): sul manifesto c’è giusto un numero di cellulare. Ho notato anch’io qualche stranezza negli ultimi giorni, che mi ha dato da riflettere.
(24 luglio). Una balcanica a sciacquare il bucato in pieno centro, senza detersivo. Bagnava, strizzava e deponeva sul bordo dell’altra fontana «ornamentale» di largo Enea Merolli. (Nel cosiddetto largo Merolli, sul marciapiede tra viale G. Mazzini e via G. Pagani). Lo spazio un tempo, si prestava come prolungamento dell’abitazione nonostante la sua posizione, ma è stato utilizzato sporadicamente in tal senso. La fontana ornamentale è un’idea che è rimasta confinata nella testa di chi l’ha proposta.
(25 luglio). Vedo uno in giro per il Fucino che porta a spasso due cani, muovendosi a cavallo. Il cavaliere non si curerà affatto delle cacche abbandonate dai cani. Approssimandosi la scomparsa dei contenitori di rsu, come faranno gli sparuti proprietari di cani che si servivano di essi per smaltire le cacche della propria bestiola? Normali cestini?
(28 luglio). E’ bastato il mio primo happy hour per confermare una vecchia convinzione sugli italiani: hanno sempre meno dimestichezza con il cucinare. Loro non sono capaci a fare una frittata, mentre i loro clienti non sanno distinguere una frittata da un intruglio. Come diverranno le persone che si cibano di robe simili?
(24 luglio). Una balcanica a sciacquare il bucato in pieno centro, senza detersivo. Bagnava, strizzava e deponeva sul bordo dell’altra fontana «ornamentale» di largo Enea Merolli. (Nel cosiddetto largo Merolli, sul marciapiede tra viale G. Mazzini e via G. Pagani). Lo spazio un tempo, si prestava come prolungamento dell’abitazione nonostante la sua posizione, ma è stato utilizzato sporadicamente in tal senso. La fontana ornamentale è un’idea che è rimasta confinata nella testa di chi l’ha proposta.
(25 luglio). Vedo uno in giro per il Fucino che porta a spasso due cani, muovendosi a cavallo. Il cavaliere non si curerà affatto delle cacche abbandonate dai cani. Approssimandosi la scomparsa dei contenitori di rsu, come faranno gli sparuti proprietari di cani che si servivano di essi per smaltire le cacche della propria bestiola? Normali cestini?
(28 luglio). E’ bastato il mio primo happy hour per confermare una vecchia convinzione sugli italiani: hanno sempre meno dimestichezza con il cucinare. Loro non sono capaci a fare una frittata, mentre i loro clienti non sanno distinguere una frittata da un intruglio. Come diverranno le persone che si cibano di robe simili?
mercoledì 24 ottobre 2012
KsLT 24
«Scoppia la rivoluzione e non ho nemmeno uno straccetto da mettermi addosso!».
Scrivo qualche altra osservazione sulla reazione alla sentenza del Tar che ha messo in pericolo la discarica di Valle dei Fiori, dopo le righe apparse su Il Martello del Fucino 7/2012. Più di una testata si è mossa sui binari «aumento della Tarsu» e «emergenza-rifiuti». E’ stato suonato l’allarme da parte d’alcuni giornalisti marsicani e i fedeli lettori di tali testate hanno ben risposto.
Tanto rumore ha coperto la notizia vera e propria. Molte persone ignoravano la vicenda (tutta) «Valle dei Fiori» e la fresca sentenza della magistratura amministrativa ma temevano un aumento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Non ho sentito nessuno credere alla possibilità che Avezzano si potesse ridurre come Napoli dall’oggi al domani: era una balla troppo grande.
Tar e WWF – nella mente dei miei compaesani –, sono corresponsabili nelle future crisi legate ai rifiuti, non gli amministratori che hanno eletto per decenni e che hanno fatto poco. «Il sindaco di Pescina, che cosa farà adesso?», si chiede il catastrofista medio. E’ difficilissimo da leggere, da capire e da commentare il contenuto della sentenza, che ha bacchettato Regione e Arta, per l’establishment. Si solidarizza con il criminale e si dà addosso al magistrato che lo fa arrestare, anche in questa landa decadente. Trovo indecente tutto questo, in questa occasione. I marsicani in quanto europei: «vivono nella denegazione del tempo, dei fatti» per dirla con Barbara Spinelli il 27 luglio, su Repubblica.
Chi ha un briciolo di cervello (non di più), sa che è saggio evitar di costruire discariche del genere a quella quota, perché più si sale più ecosistemi fragili s’incontrano.
Scrivo qualche altra osservazione sulla reazione alla sentenza del Tar che ha messo in pericolo la discarica di Valle dei Fiori, dopo le righe apparse su Il Martello del Fucino 7/2012. Più di una testata si è mossa sui binari «aumento della Tarsu» e «emergenza-rifiuti». E’ stato suonato l’allarme da parte d’alcuni giornalisti marsicani e i fedeli lettori di tali testate hanno ben risposto.
Tanto rumore ha coperto la notizia vera e propria. Molte persone ignoravano la vicenda (tutta) «Valle dei Fiori» e la fresca sentenza della magistratura amministrativa ma temevano un aumento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Non ho sentito nessuno credere alla possibilità che Avezzano si potesse ridurre come Napoli dall’oggi al domani: era una balla troppo grande.
Tar e WWF – nella mente dei miei compaesani –, sono corresponsabili nelle future crisi legate ai rifiuti, non gli amministratori che hanno eletto per decenni e che hanno fatto poco. «Il sindaco di Pescina, che cosa farà adesso?», si chiede il catastrofista medio. E’ difficilissimo da leggere, da capire e da commentare il contenuto della sentenza, che ha bacchettato Regione e Arta, per l’establishment. Si solidarizza con il criminale e si dà addosso al magistrato che lo fa arrestare, anche in questa landa decadente. Trovo indecente tutto questo, in questa occasione. I marsicani in quanto europei: «vivono nella denegazione del tempo, dei fatti» per dirla con Barbara Spinelli il 27 luglio, su Repubblica.
Chi ha un briciolo di cervello (non di più), sa che è saggio evitar di costruire discariche del genere a quella quota, perché più si sale più ecosistemi fragili s’incontrano.
KsLT 23
(Lavoro 1). Evito di trattare in generale, questioni come quella dell’ex-Burgo, perché sono faccende molto «italiane» e quindi abbastanza aggrovigliate. Nel nostro modo di pensare, noi siamo abituati a considerare gruppi eterogenei (operai, amministratori, imprenditori, sindacalisti, ecc.) come se fossero un unico insieme,
come se tutti avessero gli stessi interessi e obiettivi simili. Tale confusione ci mette in crisi davanti a dei semplici fatti come un imprenditore che delocalizza o – più semplicemente – chiude la fabbrica perché non ne può più.
In casi del genere io chiederei il motivo della partenza a chi ha abbandonato un’azienda in tempi che non sembrano sospettabili. Impiegati, operai, autisti, ma soprattutto quadri. Interrogherei quelli che se ne sono andati, uno, due, cinque o dieci anni prima del manifestarsi di una crisi. (Nel senso: del manifestarsi agli occhi di tutti. Chi la sa lunga, guarda la data dell’ultimo investimento per rendersi conto se un’azienda naviga in buone acque o va alla deriva).
Mi piacerebbe sapere dopo quanti secoli scompare la produzione della carta nella Marsica.
(Lavoro 2). Uno dei maggiori danni di Berlusconi ai cervelli italiani è stato, l’inglobare figure le più disparate nella categoria degli imprenditori. Costruire macchinari di precisione è diverso dal gestire un centro sportivo, dall’aprire un’agenzia assicurativa, dal tenere un agriturismo, dall’operare nel settore immobiliare.
(Lavoro 2bis). In questi giorni ho cercato il sito di un ristorante con il motore di ricerca. Non l’ho trovato ma so che c’è e che sta per partire. L’ho visto citato in più di un sito d’offerte di lavoro; si cerca un cuoco e un cameriere.
Ho notato in uno di questi, sulla destra della pagina dei tags e mi sono sembrati strani per sé e per certi contenuti. (Il nome del sito era inequivocabile). Ho continuato a spulciare le ricorrenze e mi sono imbattuto, di nuovo, su quella pagina e che i tags erano cambiati. Ho seguito per un po’ tale avvicendamento e adesso, vi trascrivo una parte dei tags: non sono tutti così, ovviamente. Rimane il fatto, che si trovano su un sito d’annunci di lavoro.
Addio al Nubilato Hard, Annunci Per Sesso A Pagamento, Call Center Erotico, Cercasi Spogliarelliste A Torino, Donna Cerca Uomo, Donna Non Professionista, Donne Mature, Donne Nude, Donne X Sesso, Esibizioniste Donne Mature, Escort Torino Da 50 Euro, Europornostar, Filmati Hard Amatoriali, Film Porno Gratis, Film Porno Napoli, Foto Per Adulti Di Casalinghe, Foto Porno, Giochi Per Feste Adulti, Lavora Da Casa Nel Porno, Massaggiatrice Domicilio, Modelle Hars, Nudo Integrale Donne, Nuove Attrici Hard, Ottimo Lingua, Partecipare A Film Porno, Piedini Ragazze, Porno Anni 60, Porno Logistica, Porno Mascherine Gratis, Ragazze Bellissime Nude, Ragazze con il Reggicalze, Ragazze con la F, Ragazze Di 16 Anni Bionde, Ragazze Mature, Ragazze No Mercenarie, Ragazze Senza Costume Al Mare, Sesso Con L’Idraulico, Sesso Gratis, Sesso In Casa, Sesso Senza Limiti Video, Sesso Tra Uomini, Sexy Calendari, Signore Hard, Telefono Erotico Pochi Cent Minuto, Top Escort Lusso, Topless Amatoriale, Video Sesso Maschile, Video Sesso Personali.
come se tutti avessero gli stessi interessi e obiettivi simili. Tale confusione ci mette in crisi davanti a dei semplici fatti come un imprenditore che delocalizza o – più semplicemente – chiude la fabbrica perché non ne può più.
In casi del genere io chiederei il motivo della partenza a chi ha abbandonato un’azienda in tempi che non sembrano sospettabili. Impiegati, operai, autisti, ma soprattutto quadri. Interrogherei quelli che se ne sono andati, uno, due, cinque o dieci anni prima del manifestarsi di una crisi. (Nel senso: del manifestarsi agli occhi di tutti. Chi la sa lunga, guarda la data dell’ultimo investimento per rendersi conto se un’azienda naviga in buone acque o va alla deriva).
Mi piacerebbe sapere dopo quanti secoli scompare la produzione della carta nella Marsica.
(Lavoro 2). Uno dei maggiori danni di Berlusconi ai cervelli italiani è stato, l’inglobare figure le più disparate nella categoria degli imprenditori. Costruire macchinari di precisione è diverso dal gestire un centro sportivo, dall’aprire un’agenzia assicurativa, dal tenere un agriturismo, dall’operare nel settore immobiliare.
(Lavoro 2bis). In questi giorni ho cercato il sito di un ristorante con il motore di ricerca. Non l’ho trovato ma so che c’è e che sta per partire. L’ho visto citato in più di un sito d’offerte di lavoro; si cerca un cuoco e un cameriere.
Ho notato in uno di questi, sulla destra della pagina dei tags e mi sono sembrati strani per sé e per certi contenuti. (Il nome del sito era inequivocabile). Ho continuato a spulciare le ricorrenze e mi sono imbattuto, di nuovo, su quella pagina e che i tags erano cambiati. Ho seguito per un po’ tale avvicendamento e adesso, vi trascrivo una parte dei tags: non sono tutti così, ovviamente. Rimane il fatto, che si trovano su un sito d’annunci di lavoro.
Addio al Nubilato Hard, Annunci Per Sesso A Pagamento, Call Center Erotico, Cercasi Spogliarelliste A Torino, Donna Cerca Uomo, Donna Non Professionista, Donne Mature, Donne Nude, Donne X Sesso, Esibizioniste Donne Mature, Escort Torino Da 50 Euro, Europornostar, Filmati Hard Amatoriali, Film Porno Gratis, Film Porno Napoli, Foto Per Adulti Di Casalinghe, Foto Porno, Giochi Per Feste Adulti, Lavora Da Casa Nel Porno, Massaggiatrice Domicilio, Modelle Hars, Nudo Integrale Donne, Nuove Attrici Hard, Ottimo Lingua, Partecipare A Film Porno, Piedini Ragazze, Porno Anni 60, Porno Logistica, Porno Mascherine Gratis, Ragazze Bellissime Nude, Ragazze con il Reggicalze, Ragazze con la F, Ragazze Di 16 Anni Bionde, Ragazze Mature, Ragazze No Mercenarie, Ragazze Senza Costume Al Mare, Sesso Con L’Idraulico, Sesso Gratis, Sesso In Casa, Sesso Senza Limiti Video, Sesso Tra Uomini, Sexy Calendari, Signore Hard, Telefono Erotico Pochi Cent Minuto, Top Escort Lusso, Topless Amatoriale, Video Sesso Maschile, Video Sesso Personali.
KsLT 22
L’avvicinarsi della raccolta differenziata al centro, mi ha spinto a sbarazzarmi di tanta carta che avevo ammucchiato negli anni.
Ho eliminato una decina di numeri di La rivista del Club alpino italiano, della seconda (scialba) serie di ScienzaEsperienza e di Alfabeta2. (Via anche dei rimasugli dei Quaderni di MicroMega, Diario, Strategia e Linea d’ombra – ho salvato giusto un saggio di George Steiner).
Ho buttato qualche migliaio di fogli (bozze di stampa), che io mi ero promesso di riutilizzare come carta da schizzi e ridotto in striscioline alcune pellicole per la stampa. (Alcuni studi forniscono direttamente le lastre per la stampa, ai nostri giorni).
Mi sono liberato di migliaia d’immagini da impiegare come atlante (ogni illustratore dell’epoca pre-Internet ne possedeva uno, voluminoso), sia come materiale per i miei collage.
Ho fatto fuori anche i quaderni delle medie: a quei tempi si studiava geografia e seriamente. Andavo bene in latino e in disegno... erano i segni premonitori della vita che avrei fatto. Ho notato che sul quaderno di Storia avevo incollato diversi disegni di Sergio Toppi (1932). Ho trovato numerose testimonianze dell’entusiasmo (molto) precedente lo sbarco sulla Luna ...della mia avversione a Celentano – i Beatles erano spuntati da otto anni!
Durante tale opera di revisione – anche mentale – ho ripescato un vecchio libro: Stato di eccezione (Agamben, 2003). E’ l’ultimo di una serie di scritti sull’argomento dallo stesso autore: il primo è Homo
sacer (1995). Nelle settimane passate ho polemizzato in privato sulla «nuova» isola pedonale della nuova Amministrazione. Nella nuova forma è cresciuta la durata ed è diminuito il numero dei giorni in cui è in vigore: essa è revocabile per maltempo e nel caso qualcuno lo richiede (manifestazione, festa, saldi, periodo natalizio, ecc.).
Il mio pensiero è rimasto identico: preferisco una chiusura anche breve del traffico motorizzato, anziché una prolungata e revocabile per i motivi più disparati – ad insindacabile giudizio dell’amministrazione comunale. (Tutto ciò, ha il sapore inconfondibile della concessione).
Ho eliminato una decina di numeri di La rivista del Club alpino italiano, della seconda (scialba) serie di ScienzaEsperienza e di Alfabeta2. (Via anche dei rimasugli dei Quaderni di MicroMega, Diario, Strategia e Linea d’ombra – ho salvato giusto un saggio di George Steiner).
Ho buttato qualche migliaio di fogli (bozze di stampa), che io mi ero promesso di riutilizzare come carta da schizzi e ridotto in striscioline alcune pellicole per la stampa. (Alcuni studi forniscono direttamente le lastre per la stampa, ai nostri giorni).
Mi sono liberato di migliaia d’immagini da impiegare come atlante (ogni illustratore dell’epoca pre-Internet ne possedeva uno, voluminoso), sia come materiale per i miei collage.
Ho fatto fuori anche i quaderni delle medie: a quei tempi si studiava geografia e seriamente. Andavo bene in latino e in disegno... erano i segni premonitori della vita che avrei fatto. Ho notato che sul quaderno di Storia avevo incollato diversi disegni di Sergio Toppi (1932). Ho trovato numerose testimonianze dell’entusiasmo (molto) precedente lo sbarco sulla Luna ...della mia avversione a Celentano – i Beatles erano spuntati da otto anni!
Durante tale opera di revisione – anche mentale – ho ripescato un vecchio libro: Stato di eccezione (Agamben, 2003). E’ l’ultimo di una serie di scritti sull’argomento dallo stesso autore: il primo è Homo
sacer (1995). Nelle settimane passate ho polemizzato in privato sulla «nuova» isola pedonale della nuova Amministrazione. Nella nuova forma è cresciuta la durata ed è diminuito il numero dei giorni in cui è in vigore: essa è revocabile per maltempo e nel caso qualcuno lo richiede (manifestazione, festa, saldi, periodo natalizio, ecc.).
Il mio pensiero è rimasto identico: preferisco una chiusura anche breve del traffico motorizzato, anziché una prolungata e revocabile per i motivi più disparati – ad insindacabile giudizio dell’amministrazione comunale. (Tutto ciò, ha il sapore inconfondibile della concessione).
lunedì 15 ottobre 2012
KsLT 21
La mia esperienza mi fa rammentare il tempo in cui alcuni industriali del Nord, sistemavano i loro impianti oltre la «linea del Tronto» perché avevano meno problemi con le Asl. Esiste una cospicua letteratura che racconta come per anni molte fabbriche del Nord-Italia hanno smaltito illegalmente e a poco prezzo i loro rifiuti tossici al Sud, con il concorso della camorra. Gli inceneritori del Settentrione seppelliscono le ceneri tossiche intorno agli impianti, nel circondario o altrove?
Un’area «forte», spinge i propri problemi verso un’area «debole»: il movimento no-global di una dozzina d’anni fa ha scoperto l’acqua calda con il rendere visibile tale meccanismo tra il Nord e il Sud del mondo. Si parlava della complicità dei tiranni e delle oligarchie locali nelle azioni delle multinazionali, che avevano messo nei guai le popolazioni del Terzo mondo. La lacuna di Gomorra – è un libro importante –, risiede nel non nominare gli amministratori, i politici: un conto è gestire la prostituzione, le slot-machine o il mercato dell’eroina, un altro conto è costruire un inceneritore, una mega-discarica o un centro commerciale.
Torniamo alle immagini dell’Appennino, anche in questi casi così simili e talvolta sovrapponibili tra chi lo abita e chi invece, no; tra chi ci vuol restare e chi ci vuol far solo quattrini.
L’inceneritore (famoso) di Brescia serve una popolazione di poco inferiore all’abruzzese, che vive concentrata in un’area estesa nemmeno la metà della nostra (provincia di Brescia 4.784 kmq, Abruzzo 10.763 kmq). Una zona come Brescia produce rifiuti diversi – per quantità e qualità –, da quelli della costa abruzzese e, a maggior ragione, dell’Abruzzo interno.
Domanda 1: perché non impiantare, nel 2007, la torcia al plasma italiana nell’industrializzata Emilia o nell’allora pimpante Nord-Est anziché ad Avezzano?
Domanda 2: perché non proporre l’inceneritore abruzzese in una zona densamente popolata della costa anziché ad Avezzano? (I prodotti del Fucino, sono trattati nei luoghi di produzione dentro la Piana e non in Molise, nelle Marche o nel Lazio).
L’ideologia costruita intorno all’operazione PowerCrop (il vezzeggiativo «termovalorizzatore», il presunto indotto, i 15 posti di lavoro, ecc.) non copre soltanto degli interessi inconfessabili, ma anche i rapporti di forza (di tipo politico) tra Avezzano e l’Italia, Avezzano e la Regione, Avezzano e L’Aquila, Avezzano e Celano. (Rapporti di forza, tutti sfavorevoli per il capoluogo marsicano). (2/3)
Un’area «forte», spinge i propri problemi verso un’area «debole»: il movimento no-global di una dozzina d’anni fa ha scoperto l’acqua calda con il rendere visibile tale meccanismo tra il Nord e il Sud del mondo. Si parlava della complicità dei tiranni e delle oligarchie locali nelle azioni delle multinazionali, che avevano messo nei guai le popolazioni del Terzo mondo. La lacuna di Gomorra – è un libro importante –, risiede nel non nominare gli amministratori, i politici: un conto è gestire la prostituzione, le slot-machine o il mercato dell’eroina, un altro conto è costruire un inceneritore, una mega-discarica o un centro commerciale.
Torniamo alle immagini dell’Appennino, anche in questi casi così simili e talvolta sovrapponibili tra chi lo abita e chi invece, no; tra chi ci vuol restare e chi ci vuol far solo quattrini.
L’inceneritore (famoso) di Brescia serve una popolazione di poco inferiore all’abruzzese, che vive concentrata in un’area estesa nemmeno la metà della nostra (provincia di Brescia 4.784 kmq, Abruzzo 10.763 kmq). Una zona come Brescia produce rifiuti diversi – per quantità e qualità –, da quelli della costa abruzzese e, a maggior ragione, dell’Abruzzo interno.
Domanda 1: perché non impiantare, nel 2007, la torcia al plasma italiana nell’industrializzata Emilia o nell’allora pimpante Nord-Est anziché ad Avezzano?
Domanda 2: perché non proporre l’inceneritore abruzzese in una zona densamente popolata della costa anziché ad Avezzano? (I prodotti del Fucino, sono trattati nei luoghi di produzione dentro la Piana e non in Molise, nelle Marche o nel Lazio).
L’ideologia costruita intorno all’operazione PowerCrop (il vezzeggiativo «termovalorizzatore», il presunto indotto, i 15 posti di lavoro, ecc.) non copre soltanto degli interessi inconfessabili, ma anche i rapporti di forza (di tipo politico) tra Avezzano e l’Italia, Avezzano e la Regione, Avezzano e L’Aquila, Avezzano e Celano. (Rapporti di forza, tutti sfavorevoli per il capoluogo marsicano). (2/3)
KsLT 20
1) Copio-e-incollo da una nostra testata on-line: «La magnifica Riserva naturale, comprendente un’area di circa 722 ettari, è regno del Pino Nero e dei Castagni; dalla primavera le vallate e le dorsali assolate, si ricoprono dei fiori gialli del salvione; in essa albergano la Poiana, il grifone, lo scoiattolo meridionale (che è
stato scelto come simbolo della riserva) l’istrice, il cervo, il Capriolo, e il cinghiale, la lepre, la volpe» – 30 giugno.
Ho solo aggiunto qualche spazio, quando serviva ed eliminato qualche altro superfluo. (Manca il riferimento alla fonte: non dovrebbe guastare l’effetto comico). L’oggetto dell’articolo, è il monte Salviano.
2) Cento anni di Woody Guthrie (1912-67). Lo sanno quei buffi personaggi che hanno tradotto ‘This land is your land’ per l’ultima campagna elettorale, da noi? Le ultime due strofe inedite?
3) Sono stato trattato con tutti gli onori ieri alla presentazione del volume di Sergio Natalia sul suo paese – Canistro tra mito e storia. (Vestito in modo molto informale, alla mia maniera: qui non mi guarderebbe in faccia nemmeno una commessina da 500 euro il mese).
C’è solidarietà e collaborazione tra gli abitanti della valle del Liri. Sentono che stanno fabbricando un qualche cosa.
stato scelto come simbolo della riserva) l’istrice, il cervo, il Capriolo, e il cinghiale, la lepre, la volpe» – 30 giugno.
Ho solo aggiunto qualche spazio, quando serviva ed eliminato qualche altro superfluo. (Manca il riferimento alla fonte: non dovrebbe guastare l’effetto comico). L’oggetto dell’articolo, è il monte Salviano.
2) Cento anni di Woody Guthrie (1912-67). Lo sanno quei buffi personaggi che hanno tradotto ‘This land is your land’ per l’ultima campagna elettorale, da noi? Le ultime due strofe inedite?
3) Sono stato trattato con tutti gli onori ieri alla presentazione del volume di Sergio Natalia sul suo paese – Canistro tra mito e storia. (Vestito in modo molto informale, alla mia maniera: qui non mi guarderebbe in faccia nemmeno una commessina da 500 euro il mese).
C’è solidarietà e collaborazione tra gli abitanti della valle del Liri. Sentono che stanno fabbricando un qualche cosa.
Iscriviti a:
Post (Atom)