venerdì 13 giugno 2014

E il mendicante arabo


Tempo addietro girava uno strano pezzo nel web locale:
Qualcuno (ignoto) con mansioni e interessi altrettanto ignoti, aveva visitato una fabbrica locale (Avezzano, ma anch’essa ignota) e qualcuno aveva rimosso momentaneamente il crocefisso. Il motivo della sua visita e l’esito della stessa sono tuttora ignoti. Non si conoscono neppure le generalità di chi ha ordinato la suddetta rimozione. (Nel senso: il/la signore/a che dentro casa propria si è comportato come si usa in casa propria).
La notizia – si fa per dire – aveva provocato un vespaio di commenti e soprattutto numerose prese di distanza dalla presunta rimozione e dal suo autore.
Ignoro com’è andata, ma posso immaginarlo con buona approssimazione. Penso che qualche mediorientale (presumibilmente musulmano) con un sacco di quattrini – non un venditore di cianfrusaglie, un garzone del fruttivendolo o un imbianchino che lavora in nero –, abbia messo piede dalle nostre parti per trattare un affare a molti zeri. S’è trattato di un incontro tra benestanti, persone danarose. (‘ma tutto questo Alice non lo sa’).
Può aprire gli occhi a qualcuno – non a molti, da queste parti – solo un Gran Premio di Formula 1 a Natale: speriamo bene!

martedì 10 giugno 2014

sindaci a sovranità limitata


Due minuti di psicogeografia.
M. Spallone che pur passava per «decisionista», subiva i malumori dei bottegai locali per via di alcune decine di metri e due-tre ore d’area pedonale (via C. Corradini) – eppure il suo Piano regolatore prevedeva qualche chilometro di percorso pedonale.
A. Floris ha ereditato tale situazione cui ha aggiunto la pedonalizzazione di corso della Libertà. È stato anche lui rimbrottato per gli orari e i giorni dell’area pedonale (via C. Corradini).
Tutto ciò è passato nelle mani di G. Di Pangrazio che si è ritrovato in mano anche il progetto vincente per il restyling di piazza del Risorgimento. Tale progetto come ho già scritto, prevede la pedonalizzazione di un breve tratto di via C. Corradini e immagino sarà avviato a fine mandato – com’è consuetudine.
Ha subito anche lui, le lamentele dei bottegai locali per l’orario festivo eccessivamente lungo dell’area pedonale estiva:
(Ho parlato giusto di uno straccetto di centro. Ad Avezzano non c’è nemmeno un metro d’isola pedonale).

lunedì 9 giugno 2014

Birdland


È bene segnalare un fatterello, visto la composizione di una zona del mio pubblico (WWF).
Venerdì scorso io ho visto (in gergo si dice: avvistato) un airone volare su piazza del Risorgimento. Non chiedetemi che tipo d’airone era: non arrivo a tanto.

sabato 7 giugno 2014

Una ragazza un po' incinta


Molti si saranno accorti che mi sta passando la voglia di scrivere e anche d’immaginare dell’altro. (È il periodo dell’anno in cui faccio il censimento degli alberi tagliati e non ripiantati dal Comune e proprio non mi va, questo mese).
Cito questo, senza commentare:
Elogiai per l’uso corretto dell’espressione «area pedonale» l’attuale sindaco – si trattava di una rivista molto più letta di questo blog. È uscito quest’altro, giorni fa:
Sono cose cui sono abituato da decenni, ma non mi rassegno. Ho evitato di commentare ma mi sono anche domandato perché non chiedano i giornalisti o non correggano un amministratore in casi del genere. Ci vuol poco – in conferenza stampa – a ricordare che non esiste un’isola pedonale estiva, invernale o di mezza stagione: le parole sono importanti. Evitate di chiedermi il significato di una nuova espressione del nostro sindaco: non lo so proprio («humus urbano»).
Aspettando la Notte di Via 2014, guardatevi questo:
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=58911&typeb=0&Milano-la-prima-festa-di-via-senza-scopi-commerciali

mercoledì 4 giugno 2014

Scoperte


Nell’ultimo numero del Martello: «La realizzazione di serbatoi artificiali in quota, compatibili con l’ambiente, rappresenta un investimento per la nostra Regione, in termini di prevenzione dei rischi idrogeologici e di approvigionamento idrico, consentendo l’uso plurimo della risorsa da parte dei Consorzi di Bonifica», ripreso da una lettera di Coldiretti regionale ai candidati alle ultime Amministrative. Sarebbe simpatico capire come siffatte opere prevengano tali rischi, in Abruzzo. (Nel senso: con i fiumiciattoli che ci ritroviamo). In aggiunta. Se tali opere non finiscono invece per innescare tale tipo di rischi.
Un’altra bella scoperta:
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=58714&typeb=0&I-berlinesi-salvano-il-parco-di-Tempelhof

domenica 1 giugno 2014

tx mons


Ieri ho atteso invano che qualche testata pubblicasse qualcosa di decente sull’assemblea di cui ho trattato nel post precedente. Il secondo breve intervento del vescovo è stato applaudito con calore ed entusiasmo. (Il più applaudito della riunione, ma le testate giornalistiche non ne hanno tenuto conto). Perché?
Pietro Santoro ha semplicemente ricordato la condizione dell’area archeologica d’Alba Fucens (Massa d’Albe) e il fatto che tutto ciò che è ritrovato da quelle parti… prende il volo. Volendo farsi un’idea dei materiali ritrovati in quella zona («dalle nostre parti»), bisogna spostarsi per centinaia di chilometri. C’è bisogno di un normale museo, o d'altro genere di sistemazione sul luogo.
Qualcuno può chiedere: che c’entra Alba Fucens con il terremoto del 1915, con il «terremoto di Avezzano»? C’entra poco, lo so ma la situazione di Massa d’Albe investe anche il ruolo dei marsicani in un insieme più ampio, regionale e nazionale. Si è trattato perciò di un rigurgito di orgoglio, di dignità, benvenuto in ogni caso. (È tutto dire che debba affermare certe cose un uomo di Chiesa, proveniente dalla costa – al cospetto dell’establishment).