giovedì 8 agosto 2019

Radio Bar(i) 23

Mi sono state mosse un paio di critiche per l’ultimo post. Prima. Una veemente nota dell’ex sindaco (MarsicaLive e TerreMarsicane, lo scorso 6 agosto) contro lo stesso comunicato, mi ha fatto passare per buonista – nel senso: dovevo essere più cattivo. Seconda. Avrei dovuto porre la stessa domanda anche a quelli di piazza del Mercato – che hanno continuato a raccogliere le firme per impedire l’abbattimento degli alberi. Vado per ordine.
(La prima). Io ho ripreso l’espressione – solo quella – «pista ciclabile» dal comunicato di Giovanni Ceglie (5 agosto 2019); mi ha infastidito che quel tema, quell’opera pubblica sia stata trattata con una simile superficialità e in questo periodo. (C’entra anche il fatto di camminare in qualche maniera sullo scivolosissimo terreno della polemica politica estiva, ovviamente). Ripeto. Quest’estate, si sta parlando d’inediti finora indomabili incendi, dello scioglimento della calotta artica, dei rifiuti – riferito ad alcune isolette galleggianti costituite da rifiuti plastici –, della pericolosa ripresa del diboscamento in Amazzonia. Possiamo noi avezzanesi che cosa, nel nostro piccolo per fronteggiare i cambiamenti climatici? È bene continuare a intervenire sull’efficienza energetica dei nostri edifici (pubblici, privati), utilizzare meno possibile l’automobile privata, piantare qualche albero nelle zone della città che maggiormente si «scaldano» durante l’estate, bandire nel territorio comunale un oggetto di plastica scelto a casaccio ed eliminare asfalto e cemento inutili – ve n’è davvero tanto sia dell’uno sia dell’altro, dentro Avezzano. (Far funzionare ciò che intendiamo con il termine quartiere più che continuare a lambiccarsi il cervello per uno straccetto di Quadrilatero che, secondo alcuni, dovrebbe servire addirittura l’intera Marsica). Va perciò nel giusto senso la pista ciclabile. C’entra poco o niente il ruolo che ricopre una città in un territorio («è davanti agli occhi di tutti l’inutilità della pista ciclabile in un centro che si è sempre caratterizzato per il commercio, i servizi, le scuole», lo stesso, il 7 agosto sulle identiche testate on-line): non è un caso che le prime piste ciclabili sono state realizzate nelle grosse città. (I quattrini per la vecchia ciclabile, sono pervenuti al comune d’Avezzano proprio perché essa doveva legare scuole e servizi). Ceglie scrive di pista ciclabile «subita» – né più né meno della cosiddetta legge Merli da parte degli industriali, nel 1976: vuoi mettere la libidine nello scaricare il cazzo che ti pare in un corso d’acqua?

(La seconda). Non c’entrava la vicenda di piazza del Mercato, nel mio post; vabbè… Copio, incollo e modifico: «Sarebbe utile sapere dal presidio di piazza del Mercato che cosa pensa della chiusura al traffico dei due incroci interessati al restyling di piazza del Risorgimento – se n’è parlato diffusamente, in apertura, sul quotidiano regionale (24 e 25 luglio 2019)». Va bene così?

martedì 6 agosto 2019

Mezza estate 2019 2

Si parla d’ambiente come di consueto, quest’estate; in tanti lo fanno. Vi è una novità importante nelle ultime settimane: sta bruciando circolo polare artico. Bruciano gli alberi ma anche, purtroppo, i terreni di torba: carbone. (Sto parlando di siti specializzati nazionali, di testate giornalistiche estere).
Ho trovato qualcosa anche da noi, declinato prevedibilmente nell’idioma locale, paesano. In un comunicato della locale sezione del Pd, io trovo: «Se Avezzano vuole combattere il cambiamento del clima ed essere la città verde nel polmone d’Italia allora deve puntare sul verde, possibilmente aumentandolo e non tagliando alberi in buona salute». È apparso in almeno un paio di testate on-line (MarsicaLive, TerreMarsicane), ieri 5 agosto. Volendo proprio combattere l’attuale cambiamento climatico, la prima cosa da fare è ridurre le emissioni di CO2 – com’è raccomandato da anni da autorevoli enti internazionali. In soldoni: ridurre, tra l’altro, la circolazione delle auto private. Nel comunicato invece, ci si rammarica essenzialmente per la perdita di alcuni parcheggi nella zona durante i lavori. (Roberto Verdecchia, due giorni prima, aveva quantificato: «ben 32-36 posti auto»). Di là del fatto che il progetto prevede di recidere sette alberi e di ripiantarne nove.
(Se in giro si parla tanto di altri alberi da piantare e di cemento – anche asfalto – da eliminare, dove comincio? Soprattutto: dove proseguo?)
È perciò sbagliato da parte di un partito politico prenderla con la realizzazione della pista ciclabile, che è stata una scelta almeno oculata – forse anche subita, per carità. Un partito dovrebbe elaborare una linea politica da far marciare nelle istituzioni e nei movimenti, più che «recepire le lamentele di chi vive in città»: che ci sta a fare, altrimenti?

Considerando che ci si trovava, sarebbe stato utile sapere dalla locale sezione dem che cosa pensa della chiusura al traffico dei due incroci interessati al restyling di piazza del Risorgimento – se n’è parlato diffusamente, in apertura, sul quotidiano regionale (24 e 25 luglio 2019).

domenica 4 agosto 2019

Mezza estate 2019

Riprendo il Rapporto Svimez – si tratta in realtà di alcune anticipazioni. Non si sono sforzate in modo particolare le testate giornalistiche a elaborare qualche pensiero, considerando il periodo dell’anno e hanno preferito pubblicare degli stralci.
«l’Italia farà registrare una sostanziale stagnazione, con incremento lievissimo del Pil del +0,1%», «L’indebolimento delle politiche pubbliche nel Sud incide significativamente sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. Il divario nei servizi è dovuto soprattutto ad una minore quantità e qualità delle infrastrutture sociali e riguarda diritti fondamentali di cittadinanza: in termini di sicurezza, di adeguati standard di istruzione, di idoneità di servizi sanitari e di cura» in Sud, Svimez: “Spopolamento e Pil sottozero. Torna ad allargarsi la forbice con il Centro-Nord”, in «LaRepubblica» 1 agosto 2019.
«Negli ultimi 15 anni quasi due milioni di meridionali si sono spostati al Centro Nord Italia. In sostanza, sono di più i meridionali che emigrano dal Sud per andare a lavorare o a studiare al Centro Nord e all’estero che gli stranieri immigrati regolari che scelgono di vivere nelle regioni meridionali. […] Questa dinamica determina soprattutto per il Mezzogiorno una prospettiva demografica assai preoccupante di spopolamento, che riguarda in particolare i piccoli centri sotto i 5mila abitanti», in Rapporto Svimez 2019 | Due milioni di meridionali verso il Nord: “Altro che immigrazione, è questa l’emergenza”, in «Today» 1 agosto 2019. (Hanno scritto qualcosa loro).
«I segnali di rallentamento apparsi in Europa nella prima metà del 2018 “hanno ridotto le prospettive di crescita dell’intera area, tuttavia l’Italia subisce un rallentamento che riallarga la forbice rispetto alla media europea. Siamo l’unico Paese, a parte la Grecia, che non ha ancora recuperato i livelli pre crisi”», Rapporto Svimez: «Pil sotto lo zero nel Mezzogiorno, spettro recessione», in «IlCorriereDellaSera» 2 agosto 2019.
Quanto interesse ha suscitato il citato rapporto in una regione interessata dallo stesso? Pochissimo, prevedibilmente; niente nella Marsica.

«In Abruzzo la popolazione ad inizio 2017 era a quota 1.322.247, e con un saldo naturale -411.908 e saldo migratorio 178.190, si arriva a un totale di 233.718 abitanti in meno nel 2065 quando, secondo le previsioni, la popolazione arriverà appena a quota 1.088.529». La stessa testata pubblica anche qualche stralcio di Camillo D’Alessandro (Pd) riguardante l’attualità politica: «In questo contesto il [Sud] sprofonda con divari incolmabili laddove passasse l’autonomia richiesta dalle Regioni Lombardia e Veneto. Nel Nord vengono investiti in opere pubbliche 278 euro [pro-capite] a fronte dei 102 euro nel Sud». Sono d’accordo, indubbiamente. (Tutto questo si trova in: Rischio spopolamento nel Mezzogiorno e in Abruzzo, “Servono investimenti”, in «AbruzzoWeb» 2 agosto 2019).

sabato 3 agosto 2019

Fluff

M’incuriosisce l’idea che hanno i connazionali di noi abruzzesi. Da dove spunta fuori? Da quello che leggono in giro, generalmente. Ho scorso di recente un paio di pezzi che parlano di noi. Qualche nuova fabbrica all’avanguardia, che occupa decine di persone? Uno dei numerosi «cervelli» tornati tra queste montagne con un’invenzione mirabile? Un vitigno forestiero che si adatta bene al nostro clima? No, due fatterelli di cronaca; il primo è capitato in un paese con poco più di milletrecento anime:
Questo è il secondo, di cui però non è – almeno secondo me, per carità – che se ne sia parlato:

Siamo messi bene….

giovedì 1 agosto 2019

Estate 2019

Lunedì scorso, mi trovavo sotto i portici insieme con altre quattro persone. Uno dei cinque ha preso a contare i ciclisti che passavano sulla pista ciclabile – il ramo più frequentato di quella inaugurata quasi un anno fa. Settanta persone in un’ora. (Aggiungo che giravano poche persone in automobile). È un dato senz’altro inutilizzabile ma ha fatto pensare non tanto alla quantità di CO2 non immessa nell’atmosfera terrestre in tutti quei passaggi, quanto alle sostanze cancerogene che noi non abbiamo respirato durante quel giochino estivo.

(È uscito il rapporto Svimez, ieri).