giovedì 7 novembre 2019

Woke up this morning, feeling blue

Agli inizi di agosto ho notato un ramo caduto da un albero, in via dei Ferrovieri – ne ho scritto il 14, dello stesso mese. Era malandato; le testate giornalistiche non si sono occupate del fatto com’era avvenuto in precedenza per simili casi.
Abbiamo assistito alle prime (vere) piogge autunnali, con diversi rametti finiti per terra. Lunedì mattina ho visto un grosso ramo caduto su via XXIV Maggio: ci passo quotidianamente ma non mi ero mai accorto del suo non ottimale stato di salute – anche degli altri del filare che costeggia Bnl. Ho poi letto anche visto la foto di un ramo afflosciato, ma più piccolo, in: M. Di Stefano, Avezzano, cade un ramo su una macchina in centro, in «TerreMarsicane» 4 novembre 2019.
Martedì invece, mi sono soffermato sulle sezioni dei due platani recisi in piazza del Mercato: presentavano la stessa colorazione di quelli abbattuti la scorsa estate. Ho citato un frammento di questo, alla fine di ottobre: «l’impresa incaricata di tagliare i due platani dovrà dotarsi di tutti gli strumenti utili per svolgere le operazioni di abbattimento, smaltimento e bonifica del sito contaminato dal cancro colorato del platano [Ceratocystis fimbriata] seguendo le procedure ministeriali», in m.s., Piazza del Mercato, tornano le motoseghe, in «IlCentro» 25 ottobre 2019. Il concetto è stato ripetuto, di recente: «bonifica del sito contaminato», in M. Sbardella, Tagliati gli ultimi platani. Stavolta senza sommosse, in «IlCentro» 5 novembre 2019. Sorge spontanea la domanda: se la passano bene gli altri esemplari di platano presenti in città? È il caso di esaminare anche quelli un po’ malandati e semplicemente «trattati» un paio di anni fa, in piazza A. Torlonia. (A chi io potrei chiedere informazioni, dentro il Comune, oggi, circa il grosso intervento riguardante gli alberi nella pineta nord?).
Si parla di diverse centinaia di alberi da monitorare, su cui intervenire in qualche maniera.
Nel giro di un anno siamo stati aggiornati da più personaggi circa il trattamento da riservare al verde urbano, agli alberi in particolare – come si usa ai nostri giorni, rispetto ai decenni passati. Non si tratta più di questi argomenti purtroppo da mesi, il Comune interviene poco sul patrimonio arboreo della città; tale situazione dovrebbe protrarsi almeno fino alle Amministrative 2020. (Sperando che la prossima Amministrazione si comporti sulle questioni del verde pubblico come la precedente – è ipocrita fare professione di «equidistanza» nel caso particolare) L’esperienza recente mi ha insegnato anche che questo è un campo che necessita dedizione, cura costante.
Si avvicina nel frattempo il Generale Inverno, con i flash flood, le forti ventate…

(Mi è piaciuto il nuovo parco delle Rimembranze, due giorni fa).

mercoledì 6 novembre 2019

Sèmbra...

Ho scritto l’ultimo paio di post criticando l’uso poco appropriato, quando non strumentale, di «sembra». Sembra a chi? Propongo una galleria d’impressioni capitatami sotto gli occhi quest’anno – si tratta di testate giornalistiche (on-line), non romanzi né poesie o canzoni.
«Non sembrano infatti esserci stati danni a cose e persone [ramo d’albero spezzato in piazza del Risorgimento] ma rimane l’amaro in bocca per una città che, ormai, vive di apparenza e non più di sostanza», Germanico Patrelli, 4 febbraio 2019.
«ci sembra che ormai anche i bambini abbiano capito che il mercato è deserto da circa 4 sabati con tutte le prove fotografiche effettuate da tutti», Fiva-Confcommercio, Confesercenti, Cidec, 6 febbraio 2019.
«Mi è sembrato di vivere uno scherzo sconcertante [visita al mercato settimanale, ndr]», Domenico Venditti, 7 febbraio 2019.
«Nello specifico, infatti, il palo [di cemento armato, per la pubblica illuminazione, ndr] mi sembra molto danneggiato e potrebbe essere pericoloso», Augusto Di Bastiano, 18 marzo 2019.
«Ci sembra opportuno intervenire, afferma il presidente Roberto Donatelli, per sostenere quelle attività commerciali che indubbiamente stanno subendo un danno dai cantieri aperti [restyling di piazza del Risorgimento, ndr], nel centro Città», 9 aprile 2019.
«Lo spostamento attualmente realizzato non ha consentito al mercato di integrarsi nel tessuto economico della città, con i suoi servizi complementari e collaterali, non offre agli utenti motivazioni aggiuntive per visitarlo (quali, ad esempio, la presenza di altri locali commerciali o servizi pubblici), dal punto di vista socio-economico non sembra abbia avuto un buon risultato», Responsabilità Civica, 26 aprile 2019.
«Gli alberi verranno poi rimpiazzati da 8-9 alberelli del tipo prunus [saranno undici, ndr], unica pianta che sembra piacere agli attuali politici avezzanesi», Francesco Eligi, 6 giugno 2019.
«Sembra infatti che anche padre Domenico [Emidio Petracca, ndr] avesse la capacità di bilocazione, che in tantissimi riconoscevano al santo di Pietrelcina», Francesco Proia, 26 giugno 2019.
«Ora sembra che la situazione sia ulteriormente degenerata [fontana su via G. Marconi, ndr]», un anonimo cittadino, 9 agosto 2019.
«l’immagine di una Piazza [del Risorgimento, ndr] che sembra abbia subito un nuovo bombardamento», Sergio di Cintio, 18 ottobre 2019.
«Il tutto anche domandandoci il prezzo delle varianti e di quanto inciderà sull’opera finale [restyling in piazza del Mercato, ndr] che sembra trasmodare oltre il doppio di quanto oggetto di appaltato», Roberto Verdecchia, 26 ottobre 2019.

È degna di nota questa, invece: «un assessore [Gabriele De Angelis, ndr] della precedente giunta che si candida come sindaco contro la giunta che lo ha nominato non mi sembra un esempio di coerenza e onestà intellettuale», Giovanni Ceglie, 7 agosto 2019. (È mio il grassetto). Complimenti, si fa proprio così! «È sembrato a me».

lunedì 4 novembre 2019

Six Marimbas

Proseguo con l’argomento del post precedente (a richiesta); che cosa avrei scritto io, invece? (Tratto ancora di G.M. De Pratti, Polemiche ed emergenze vere. Quella strana città..., in «Espressione24» 29 ottobre 2019).
Mi sono fatto l’idea che era un pezzo pronto almeno da giorni. Vi è dentro delle questioni vecchie di decenni – «Nucleo industriale» e «Centro»; la vicenda «Tribunale» risale al 2012. Il famoso video di Porta a Porta è dello scorso 16 ottobre; si è trattato d’infilarci, all’ultimo momento, un atto di teppismo come tanti da non essere ospitati nella cronaca locale e il comunicato stampa Cmsm, che «pesa» abbastanza nell’economia del pezzo – «Sembra quasi che il problema emergente della Città sia girare a piedi per il Centro Storico oppure in bicicletta». Questo inedito accecamento collettivo, dopo poche ore dalla sua uscita su tre testate on-line – detto comunicato è stato pubblicato «di spalla» sul Centro nel giorno seguente, non è passato per le tv locali.
Era sufficiente, per me, soffermarsi sul frammento «Avezzano è fatta così: vizi privati e pubbliche virtù, una politica sgangherata». Un pezzo di avezzanese è perciò dominato dalla mancanza di coerenza; la seconda parte, per com’è pensata, andava scritta così «Politica» oppure, meglio: POLITICA. La politica è un’attività umana come tante, ha dei contenuti, cammina sulle gambe di chi la fa; non è niente di divino, irraggiungibile o astruso. La stessa persona – con altri – esprimeva: «preoccupazione, rammarico e riprovazione per la modalità poco civile e vuota di contenuti, palesata nella conduzione della campagna elettorale da parte del candidato antagonista del Sindaco Di Pangrazio e fa appello alla cittadinanza affinché voglia consentire, con il voto di domenica prossima, la prosecuzione del progetto di innovazione e di efficienza che l’Amministrazione in carica ha attivato con intelligenza e con passione», in Avezzano Città Territorio, in «IlFaro24» 21 giugno 2017. De Pratti era un cinquantenne a quella data, non un adolescente alle prime armi; domanda: non se n’era accorto (molto) prima della bassa statura dei nostri politici? L’alleanza elettorale che lui ha appoggiato, ha vinto il primo turno delle Amministrative 2017; dopo la risoluzione della cosiddetta «anatra zoppa», alcuni di quegli eletti – passati dall’altra parte – hanno permesso a De Angelis di proseguire. Si tratta di molti personaggi politici; considero anche che egli, piazza Di Pangrazio tra i «buoni» e Gabriele De Angelis in mezzo ai «cattivi» – con altri, ancora il 21 giugno 2017. (Non erano perciò né tutti santi, o tutti diavoli, solo due anni fa).

(Ne aggiungo un’altra). Scriveva martedì scorso: «Una pedonalizzazione del Centro può essere una cosa importante ed utile sotto ogni punto di vista, ma forse va perseguita anche analizzando come si debba fare, nel modo ottimale e rispondendo anche alle [esigenze] dei cittadini (tutti e non solo alcuni)». La parte tra parentesi tonde non è un pensiero originale; da alcuni lustri, è un escamotage di molti commercianti che si vergognano di affermare pubblicamente di non volere l’isola pedonale nel centro-centro. (Gli Homo sapiens non saranno mai tutti d’accordo su una qualsiasi cosa). Adesso ammetto che De Pratti sia realmente favorevole all’isola pedonale: afferma di averci lavorato sopra ma non l’ha filato nessuno – comprese le persone che ha frequentato per questioni politiche in quel periodo. Giovanni Di Pangrazio (2012-17), in tal senso, ha sistemato giusto i varchi della «crocetta». (Allora, non protestarono le associazioni dei commercianti perché sapevano che una tale chiusura al traffico motorizzato non sarebbe mai stata attuata). Lo stesso sindaco ha tenuto sospeso il restyling di piazza Risorgimento nonostante avesse i quattrini in tasca, giusto per non chiudere quei cinquanta metri di strada. Problemi di «militanza» almeno nel periodo marzo-giugno 2017 o stomaco d’acciaio? Tutto qua.

sabato 2 novembre 2019

Var. for Winds, Strings & Keyboards

Più di uno si è arrabbiato, nei giorni scorsi durante le chiacchiere pomeridiane – anche in chat –, per un pezzo apparso in una testata giornalistica appena approdata nel web. (G.M. De Pratti, Polemiche ed emergenze vere. Quella strana città..., in «Espressione24» 29 ottobre 2019). Scrivo qualcosa, vabbè. La vicenda mi riguarda in prima persona avendo firmato un comunicato preso di mira ma provo a tenermi distante; ognuno ha le proprie idee: non m’interessa la disputa ideologica, né il frame utilizzato. (Ho anche qualche remora, conoscendo chi l’ha scritto da molti anni).
Riporto giusto un paio degli stralci che ha fatto inalberare diversi amici – si può, senza problemi, trattandosi di esempi. «Ma che stiano per chiudere il Tribunale, che il Nucleo industriale sia defunto, che il Centro sembra quasi defunto, che le Scuole siano state centrifugate in periferie con posizionamenti alquanto dubbi, tutto sparisce o sembra farlo dietro una “indignata lettera al Commissario Prefettizio” che ha riaperto delle tratte di vie intorno a Piazza Risorgimento, che affogherebbe così nella puzza delle auto e via dicendo».
(Primo). È un comunicato stampa inviato – poche ore prima – ad alcune testate giornalistiche. (Non è indirizzato solo a Mauro Passerotti, come si capirà più avanti. Tale comunicato non è stato inoltrato alla redazione di Espressione24).
(Secondo). L’estensore (Comitato mobilità sostenibile marsicana-Fiab) – non è citato nel pezzo giornalistico di cui sto trattando, e chissà perché. Di cosa si occupa prevalentemente un gruppo così denominato: cultura mesoamericana, filatelia, politica, avionica, giardinaggio, teoria dei giochi, microchirurgia, numismatica, Lgb(eccetera), pallavolo, meditazione trascendentale? È opportuno lasciare le annose questioni di «Tribunale», «Nucleo industriale» e «Centro» a chi spetta.
(Terzo). Sarebbe simpatico conoscere – se non è sconveniente – l’origine di «affogherebbe così nella puzza delle auto»: chi l’ha scritto, a quanto risale soprattutto? Si tratta di un ambientalismo almeno (molto) vintage, roba degli anni Settanta del Novecento. (Si misura, da decenni, l’inquinamento dell’aria: gas, particolato, più che il cattivo odore o le scoregge dei residenti).
(Quarto). A proposito della riapertura degli incroci, io avevo affermato che essa: «era prevedibile», in M. Sbardella, Auto in centro, l’attacco ambientalista, in «IlCentro» 22 settembre 2019. Poi, sono stati riaperti. Ho anche chiarito, più avanti, che ero interessato maggiormente alla Dgc 180-2009 che non alla riapertura degli incroci. (Voleva la pedonalizzazione di corso della Libertà quella delibera).
(Quinto). Segue il testo dell’«indignata lettera».
«A distanza di alcune settimane dalla riapertura degli incroci rientranti nel restyling di piazza Risorgimento, pubblichiamo delle nostre considerazioni.
Prendiamo in esame uno dei due incroci (via Cataldi e corso della Libertà su via Corradini). Ebbene, suggeriamo al commissario prefettizio di prolungare in qualche maniera la fila dei piccoli cubi di pietra fino a raggiungere il cordolo della pista ciclabile proveniente da corso della Libertà per proteggere i ciclisti in quel tratto curvo; le automobili, infatti, procedono (prevedibilmente) a una velocità più alta della massima consentita (10 km/h); tutto questo anche per evitare che qualche automobilista parcheggi sulla stessa o sulle strisce pedonali, com’è già avvenuto.
Da alcuni giorni, notiamo le spazzatrici stradali in circolazione raccogliere le foglie degli alberi cadute o spostate sulla carreggiata. Noi ci auguriamo che si applichi alla pista ciclabile lo stesso trattamento dell’anno passato: un conto è condurre un mezzo meccanico su uno strato di foglie con quattro ruote larghe, un altro una bicicletta.
Segnaliamo, ancora in tema di ripulitura, anche la presenza (prevedibile anch’essa) di chiazze d’olio rilasciato dalle vetture in transito sulla «chimera» dell’incrocio citato: sarebbe opportuno rimuovere lo sporco di quando in quando per risparmiare a tutti gli avezzanesi, una pessima figura agli occhi dei forestieri di passaggio».
Domanda: qual è la fonte del virgolettato («indignata lettera al Commissario Prefettizio»), chi ha detto – soprattutto scritto – un pensiero del genere in così breve tempo? Di nuovo, se non è sconveniente.
Vaghe impressioni estemporanee, più che fatti: «Sembra quasi che il problema emergente della Città sia girare a piedi per il Centro Storico oppure in bicicletta». Io penso diversamente, a scorrere la cronaca di questi giorni nelle testate giornalistiche locali. Si parla di tutt’altro, basta sfogliare un quotidiano al bar, a tempo perso, oppure, scorrere le testate on-line. (È sufficiente la sua).
Cmsm richiede, nel suo comunicato stampa, di mettere in sicurezza un brevissimo tratto di strada per evitare incidenti automobile-bicicletta: se ne trova degli altri sullo stesso tema con una certa frequenza nelle testate giornalistiche locali. Non è mai successo – a mia memoria – che una testata giornalistica, in casi del genere, abbia ribattuto roba del tipo: «E il popolo rohingya?», «Le famiglie che non arrivano alla fine del mese…», «E allora il Pd a Bibbiano?». Il testo ha però – a detta di De Pratti – anche la miracolosa proprietà di rendere Avezzano, in qualche modo, «strana». (Ho visitato la voce «strano» della Treccani on-line, ovviamente). Il web pullula di simili comunicati, d’immagini che denunciano sporcizia in qualche parte della città; almeno io, non ho mai visto – fino allo scorso 29 ottobre – una testata giornalistica che la prende con chi segnala un fatto del genere, anzi. Tale comunicato stampa non ha, prevedibilmente, avuto un seguito nei mezzi d’informazione: era uno dei tanti pubblicati su quell’argomento. Non è il primo, né è stato l’ultimo. Nessuno ha perso tempo a scrivere: «Sono l’unico scemo che va a 9 km/h quando passo da quelle parti!».
(Potendo interessare. Il tratto di via Roma interessato dalla pista ciclabile era talmente coperto di foglie, ieri, che in un paio di punti – per diversi metri – non si capiva dove essa finiva e dove, invece, cominciava il marciapiede).

«Sembra quasi». «Sembra». Il trio Mussida-Mogol-Pagani, immagino a zonzo per la Pianura padana: ‘Sembra quasi un mare l’erba,’.