martedì 3 dicembre 2019

Christmas Time (Is Here Again) 1

A dicembre pubblico dei frammenti che avrei dovuto elaborare durante l’anno; non sarà così in questo 2019, scrivo giusto un paio di post ma allargandomi un po’.
Ho già accennato a delle nuove tasse, nel Def, proposte almeno per limitare l’uso di particolari prodotti. Ho sorvolato sui loro limiti e proseguo imperterrito su quella strada, soprattutto considerando che da noi, quelle particolari tasse, sono state annegate in un bagno di catastrofismo da alcune forze politiche.
Prendo il caso della Plastic tax. È bene ridurre in modo drastico e in tempi brevi la plastica usa-e-getta, quella che poi finisce ovunque; anche nei nostri mari, distruggendo flora e fauna e il pesce è tuttora un nostro alimento. (È un altro discorso per gli oggetti destinati a durare a lungo). Non deve rimanere una faccenda da risolvere a colpi di tasse la riduzione della plastica nella nostra vita, ovviamente. Non posso perciò, com’è avvenuto in Italia negli ultimi giorni, mettere su un piatto della bilancia la sopravvivenza di almeno Homo sapiens – ci sopravvivrà il Pianeta –, e sull’altro le fabbriche destinate alla chiusura – quelle che producono solo imballaggi. (Dalle nostre parti – è mio il grassetto: «Se nello schema della legge di bilancio che il Governo si appresta a presentare al Parlamento saranno inserite le misure di tassazione sulle bevande zuccherate e sull’uso delle plastiche per imballaggio (le cosiddette “sugar tax” e “plastic tax[”], quest’ultima adottata in diversi paesi del mondo e anche europei) potrebbe essere a rischio lo stabilimento di imbottigliamento di Oricola della Coca Cola», Regflash, 25 novembre 2019).
Passo alla cosiddetta Sugar tax. Insegnano anche ai piccini di evitare merendine e bevande troppo zuccherate; dopo i cinquant’anni un qualsiasi medico di base parla di zucchero con il proprio assistito come se si trattasse di una sostanza pericolosa: giusto un bicchiere di vino durante i due pasti principali. (Per non parlare del sale, dei cibi grassi…).
Dovremo rivedere, a breve, anche una parte rilevante della nostra alimentazione quotidiana, altro che «tassa sulle merendine». Ignoro come andrà a finire nei prossimi giorni.

(Ieri è iniziata Cop25 a Madrid).

domenica 1 dicembre 2019

I have become comfortably numb

(In coda alla vicenda di piazza del Mercato). Qualcuno – anche qualcuna – ha avuto da ridire circa la mia insensibilità, dimostrata riguardo all’abbattimento dei famosi sette alberi. Ho mostrato, a qualcuno – purtroppo qualcuna –, altrettanta insensibilità anche nei confronti delle residenze degli uccellini sistemate un tempo sulle numerose piante abbattute nell’ultimo biennio, perciò finite malamente.
Riprendo quasi dall’inizio. Io fui – non ricordando male – l’unico avezzanese a polemizzare sulla marcia indietro del sindaco Gabriele De Angelis, riguardo all’ingresso dei cani in piazza A. Torlonia, dopo il suo imponente restauro. Vi era dietro almeno un ragionamento di tipo economico: spendo svariati euro per mettere a dimora nuove piantine di bosso per completare le aiuole devastate dai malanni, dai teppisti e poi permetto che i cani ci spargano sopra la loro (particolare) urina fino a ucciderle – anche quelle vecchie. (Ci informarono di questo inconveniente, al suo tempo). Soldi buttati dalla finestra, senz’ombra di dubbio.
Ho raccontato anche gli sviluppi della vicenda su questo blog: non ci voleva una sfera di cristallo per immaginare che tutto sarebbe tornato come prima – cani accompagnati dai loro padroni che pisciano e cacano a piacimento. (Vuoi mettere – nel Sud-Italia – il decoro dei giardini pubblici, l’igiene negli spazi collettivi con il fare il cazzo che ti pare?).

È questa l’origine comune di noi occidentali: «popolate la terra e sottomettetela e abbiate potere sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo», Genesi, 1, 28. Sarà così ancora per decenni, forse secoli: Homo sapiens su tutto – giusto, sbagliato, così-così. È il resto della graduatoria che perciò non ha ragione. (Gli animalisti nel 2018 evocarono addirittura dei presunti diritti degli amici a quattro zampe sui nostri giardini pubblici mentre il mondo vegetale, era considerato come res nullius). Quale utilità, che senso ha mettere gli animali – da compagnia, tra l’altro – prima dei vegetali? Si fonda su che cosa, la seconda posizione di Canis lupus familiaris? Almeno la terza di Buxus sempervirens?

venerdì 29 novembre 2019

Amministrare

Nel post di sabato scorso ho accennato a una mia breve pubblicazione in uscita riguardante la vicenda di piazza del Mercato – il titolo è: Disvelamenti. Due giorni fa è apparso questo: C. Abruzzo, Avezzano-Presutti avverte: altri platani rischiano l’abbattimento, in «Site» 27 novembre 2019 – l’argomento è lo stesso.
È l’amministrazione di un Comune lo sfondo di entrambi gli esempi. È tutt’altra musica da quella ascoltata nelle ultime settimane, in cui si annusano i primi sentori di campagna elettorale per le Amministrative 2020; seguiranno poi i candidati, gli schieramenti, i partiti, le liste e i programmi.
Era in uno dei sei programmi elettorali presentati due anni fa che so, la sostituzione di diversi alberi in piazza A. Torlonia o tutti quelli che si trovavano nel parco delle Rimembranze? No, perché – tra l’altro – si conosceva pochissimo o niente del loro stato di salute; nessuno se n’era mai interessato negli ultimi decenni. (Preferisco precisare di nuovo: ricordo di non aver mai raggiunto il programma M5s immesso nel web). Nessuno, perciò, poteva recriminare lo scarso interesse a quel tema dell’Amministrazione uscita dalle urne. Vi è stato, invece, il bisogno improvviso di trovare dei fondi al riguardo durante la passata consiliatura: si è trattato di una decisione politica, altroché. È stato necessario dirottare dei quattrini da un settore a un altro, immagino sottraendoli a progetti che facevano sicuramente parte del programma elettorale premiato dagli elettori. (Vale lo stesso discorso per la pineta nord: non si tratta solo di sette alberi…). Si parla in ogni modo di piante generalmente pericolanti in luoghi pubblici abbastanza frequentati, non della foresta amazzonica. (Sono stati piantati da Homo sapiens quegli alberi, in tempi recenti).
È stata spiegata ancora nel pezzo (con video) – ve n’era purtroppo bisogno – la vicenda dei platani buttati giù. Si è scoperto solo dopo che essi erano malati. (Le immagini riprese dal drone hanno fatto capire che l’operazione non è stata ancora completata: i residui dell’abbattimento andavano smaltiti entro lo scorso 4 novembre. Nel senso: non sono dei normali scarti di una lavorazione e c’è il rischio che si ammalino altri platani presenti nella zona).

L’Ambiente è un assessorato particolare perché s’interessa anche dei viventi, roba che cambia quotidianamente in maniera impercettibile, a differenza di un ponte di ferro o di un bilancio annuale. Bisogna perciò prestare un’attenzione, una cura costante a quello che succede dentro il perimetro del territorio comunale – è sempre valido il vecchio detto: ‘L’occhio del padrone ingrassa il cavallo’. (Poco o niente da ridire se un commissario prefettizio se ne impippa con una certa eleganza di certi argomenti – per un anno –, ma i prossimi programmi elettorali, il nuovo sindaco…). Ecco, la questione del patrimonio arboreo è sempre aperta, per tutti i comuni. Si tratta di mera amministrazione di cose che noi possiamo toccare con le mani, intervenirci sopra, non del muro con il Messico di Trump, il Def nazionale, la politica monetaria dell’Estremo Oriente o la Russia che vuole ridurre a pezzi l’Unione europea.

mercoledì 27 novembre 2019

Radio Chat 13

Chiacchierato poco su un pezzo uscito stamattina – E. Gallotti, Pista ciclabile e parcheggi “a trappola”, in «TerreMarsicane» 27 novembre 2019. Mi capita d’incrociare, di quando in quando, delle automobili parcheggiate sulla Ciclabile nord – quella dipinta di rosso.
Racconto un pezzo di via Trieste, la sua parte finale – ho già scritto qualcosa, al suo tempo. Una volta terminata la segnaletica orizzontale e piazzati i delineatori, è iniziata una lenta e ostinata caccia a quei piccoli segnali verticali: li trovavo quasi ovunque sparsi per il Quadrilatero. Un’azione di teppisti? Non lo sapevo e lo ignoro tuttora.

Da alcune settimane ho notato che gli automobilisti parcheggiano dove non dovrebbero stare, una volta risolto il problema dell’accesso a quella parte della carreggiata. Mai visto automobili multate – almeno io, per carità.

lunedì 25 novembre 2019

Un mezzo inedito

Ho cambiato i miei orari pomeridiani dagli inizi di ottobre e mi capita di passare al centro-centro un po’ più tardi, verso l’ora di cena. Noto da allora diversi parcheggi (strisce blu, a pagamento) liberi. Succede lo stesso di sabato, quando dovrebbe girare più gente per gli acquisti: sposterebbe poco eliminare la sosta alle automobili per un centinaio di metri, secondo me. Vi sono meno persone in giro e dentro i negozi rispetto a dieci, quindici anni fa, con qualche migliaio di residenti in meno – da noi e nella Marsica. C’è invece chi chiede ancora dei nuovi parcheggi. Queste mie elucubrazioni fanno il paio con la constatazione di molti commercianti quando affermano che, una volta ultimato il restyling di piazza Risorgimento, quel posto è stato letteralmente abbandonato dagli avezzanesi; non ci va proprio più nessuno in piazza. (Non ho pubblicato per questo una roba del genere, nelle passate settimane).
Sabato scorso, è stato festeggiato il trentennale di Jazz on, come ho già scritto – l’associazione è stata fondata il 24 novembre, per essere precisi. Dai tre firmatari davanti al notaio, si è passati all’ottantina di persone al ristorante. Non manca nessuno di quel giro: è una grossa fortuna a quest’età... (Diversi bambini di gente che non conoscevo). Ci si è rivisti tra i più vecchi, alla stessa maniera di allora, quando nessuno era sposato né erano programmati figli di sorta. In realtà, la «discendenza» lavora e vive altrove oppure, studia ancora all’università abbastanza lontano da tornare da queste parti giusto nel periodo natalizio.

È stata un’occasione per chiedermi nuovamente: gli avezzanesi – vecchi e nuovi – come «usano» oggi il posto dove sono nati?