giovedì 30 agosto 2012

KsLT

Conoscendo Daniele Vicari da quando sono tornato da queste parti, m’interesso alla sua produzione. Comincia ad andargli bene e sono contento: è una persona seria.
Ho letto, nelle settimane scorse, numerose recensioni al suo ultimo lavoro. Mi hanno dato fastidio le più velenose, perché non analizzavano il prodotto con le categorie della critica cinematografica.
Un anno dopo Genova, ho infilato le tavole «Don’t clean up this blood» nella mostra e nel catalogo di Far/closer (inverno 2003). Me ne vivo isolato e nascosto; se io fossi stato un appartenente all’establishment, i vecchi arnesi della politica mi avrebbero crocefisso, in quell’occasione.

Krapps Last Tape

Riprendo.
Posto quello che ho scritto (ho continuato a scrivere) in questo intervallo, così come l’ho scritto – da aprile in poi. Il materiale sarà inserito nella sequenza originaria ed in modo cadenzato.
Mostro i pezzi degli ultimi mesi per rendere conto a me stesso, con il senno di poi, quante ne ho – in precedenza – azzeccate. Per vedere l’effetto (immagino comico) che fa. A presto.

lunedì 27 agosto 2012

venerdì 27 luglio 2012

Avviso 2

Miei cari e mie care, sto nelle stesse condizioni del mese scorso.
Apple Italia vende MiniMac solo con Leopard, bisogna aspettare che inizi a montare il nuovo sistema operativo.
Ci si sente tra un mese e spero di pubblicare dal mio computer.
Vi auguro buone vacanze, di nuovo e per chi ci va.

venerdì 15 giugno 2012

Avviso

Non riesco ad aggiornare da aprile.
Aspetto l'uscita sul mercato di Mountain Lion, un nuovo computer.
Ci si risente entro luglio.
(Buone vacanze).

lunedì 23 aprile 2012

XXIV marzo # 2

La Lista verde è servita a dare smalto a 4-5 anni d’analisi, materiali e rivendicazioni delle associazioni ambientaliste avezzanesi. Era più gratificante per (quasi) tutti, impegnarsi nella politica più che proseguire nel lavoro lento e capillare. (Lontano dai riflettori). Inizia da lì, il lento declino dell’associazionismo ambientalista. Nessuno pensò a piazzare 3-4 persone per tirare avanti – casomai – con un’unica associazione e con l’attività ridotta al lumicino. Un altro occhio, un altro cervello che pensa, un’altra mano che scrive. La morte sopraggiunse per inedia.
Mi ritrovai ben presto a fare il battitore libero, all’inizio degli anni Novanta. (Era un modo di vivere la cittadinanza, più che la militanza).
Bisogna riflettere anche sulla vicenda della Rng Monte Salviano. Si è trattato di una battaglia ambientalista che ha raccolto un altissimo consenso – 7mila firme su 35mila avezzanesi. E’ terminata con una vittoria: l’ultima in qualcosa per i miei compaesani. Legambiente (locale e regionale) e WWF (locale e regionale) si sono sfilate dall’inizio della vertenza: non erano interessate. Non m’interessava, francamente e manca, tra quelle 7mila firme, la mia e quella dei pochi altri rimasti. L’odierna generazione? (Nei miei disegni, mi sono esercitato più volte sul tema del «Parco che protegge anche le antenne»).
(La ripresa). Dai tempi della torcia al plasma (autunno 2007) noto che: a) c’è più gente interessata alle tematiche ambientaliste, rispetto al passato, b) le associazioni sono a carattere locale, c) c’è una maggiore informazione e competenza tra i soci; i gruppi agiscono a stretto contatto, d) c’è un maggior scambio intergenerazionale, e) last but not least: non siamo solo maschi.
Si è deciso recentemente tra ambientalisti, come tanti anni fa, di aprire un nuovo fronte: una scelta indovinata ma soprattutto saggia, non c’è bisogno d’aspettare altro tempo per giudicare. Si tratta di distribuire e dislocare le forze in campo al meglio, evitando sovrapposizioni ed attriti.

venerdì 20 aprile 2012

XXIV marzo # 1

Sarebbe stato utile un mese addietro, chiedersi perché il WWF apriva una sezione marsicana solo nel 2012. Era un’occasione per riflettere sul tempo andato, per fare storia. (La storia serve ad evitare errori nel presente).
Ai trentenni ed ai ventenni possono interessare gli ultimi 30 anni, perché la situazione odierna deriva da quella temperie.
L’inizio degli anni Ottanta, ricorda molto ciò che noi viviamo da alcuni mesi. C’era la stessa effervescenza, dovuta alla confluenza dell’esperienza anti-nucleare da una parte (nuovo Pen) e da quella pacifista dall’altra (missili a Comiso – RG). Da noi l’effetto fu particolare: il primo corteo pacifista avezzanese fu aperto da uno striscione che recitava «No alle testate nucleari, No alle centrali nucleari».
Dato il numero delle persone coinvolte, fu pensato a tavolino di portare ad Avezzano un’associazione e fu preferita Legambiente – non si chiamava così, allora. Fu una scelta azzeccata.
(In quel tempo, bastavano due righi su un quotidiano ed era facile bloccare buona parte delle intenzioni o dei progetti che andavano a colpire l’ambiente: una condizione paradisiaca rispetto ad oggi).
A metà anni Ottanta, bloccammo in buona parte la cementificazione dei corsi d’acqua abruzzesi; si trattò di una vertenza che vide la partecipazione d’alcune sezioni locali delle associazioni, più dei gruppi locali. A trascinare tutto, ci pensò la Malaerba (Pescara).
Fu molto sentito dai militanti del tempo, il referendum anti-nucleare.
A forza di predicare per l’istituzione di parchi, oasi ed aree protette, non ci accorgemmo – a livello collettivo –, che gli enti pubblici (Stato, Regione, Provincia, Comuni) prendevano a perimetrare delle zone in modo da avere la situazione che c’è oggi. Arrivarono poi, le Liste verdi...