mercoledì 14 agosto 2013

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Compiti per l’estate, 1. Ho scritto: «Propongo una capatina lungo via mons. Bagnoli – tra via Trento e corso della Libertà –, giusto per vedere in che condizioni versano gli ippocastani», mercoledì 7 agosto. Aggiungere: «Non se la passano bene nemmeno tutti gli altri».
Compiti per l’estate, 2. Ho dichiarato, giovedì 8 agosto: «via Corradini: 5». (E’ il numero degli alberi tagliati e non ripiantati dal Comune lungo quella strada). Sostituire con: «via Corradini: 7». Erano malati, gli ultimi due.
‘The harder they come’. (Perdonate la logorrea agostana).

martedì 13 agosto 2013

Ip 2


L’espressione «isola pedonale» è stata associata, negli ultimi anni a: a) estate, b) tempo libero, c) domenica, d) crisi delle attività commerciali e artigianali, e) manifestazione, f) bicicletta, g) sviluppo delle attività commerciali e artigianali, h) fiera, i) sagra, l) strada con basso volume di traffico, m) sport, n) motori. Si è definita in passato l’isola pedonale, un provvedimento «punitivo» nei confronti dei commercianti mentre l’ultima invenzione è: «isola [pedonale] sostenibile». E’ divenuto quindi un termine-valigia buono per le più diverse operazioni pur essendo uno strumento per riorganizzare la circolazione. (Ringrazio l’attuale sindaco per impiegare correttamente le espressioni «isola pedonale» e «area pedonale»).
E’ stato purtroppo applicato lo stesso trattamento anche in altri casi.
(Una lunga parentesi). Al tempo dell’anello a senso unico, A. Floris e A. Giffi furono accusati di fare gli interessi della grande distribuzione (leggi: Ipercoop). L’attuale sindaco smantellerà il suddetto anello, mantenendo solo la rotatoria prevista dallo studio dello stesso, lungo via XX Settembre. Il tracciato del Quadrilatero ha in buona parte eliminato il collo di bottiglia lungo il braccio avezzanese della SS 5. L’anello è stato un’arteria interna alla città, certo utilizzata anche dagli automobilisti dei paesi limitrofi che dovevano semplicemente superare Avezzano – più di uno su dieci di quelli in circolazione. Ci si ritroverà quindi nella situazione precedente, in cui una larga maggioranza dei tronchi è utilizzata da chi rientra la macchina nel garage, sta solo liberandosi dell’intralcio d’Avezzano o sta recandosi in un altro quartiere. (Si troveranno mescolati soprattutto quelli che usano l’automobile per lavoro e quelli che lo fanno per passatempo). La zona a traffico pedonale privilegiato (da attraversare a 30 km/h) è stata revocata dopo poco tempo… ma i suoi mattoncini non sono stati divelti. Uno studio, un bilancio della situazione ai tempi dell’anello a senso unico non è stato fatto – per quanto ne so io. Vale lo stesso per le aree pedonali «sperimentali» degli ultimi anni: sono state revocate dopo un brevissimo periodo e senza spiegare nulla ai cittadini. Infine. Che dire della pedonalizzazione prevista dal Prg varato da Spallone e rimasta tuttora lettera morta? Che dire ancora sulla vicenda di Corso della Libertà (Dgc 180, 8 giugno 2009) in cui un sindaco prima istituisce un’isola pedonale, poi non la costruisce e infine la combatte nei tribunali amministrativi? La Ciclabile nord isolata dal centro della città?
Riprendiamo. La cornice ideologica su cui ci si è mossi – collettivamente, purtroppo – negli ultimi anni è facilmente riassumibile: 1) Avezzano è una sorta di metropoli ed è almeno il polo d’attrazione della Marsica, 2) il Quadrilatero è la zona d’Avezzano, dove si vende meglio.
Come nasce l’area pedonale a richiesta, di fronte a tale fondale di cartapesta? C’entrano sia alcune manifestazioni degli anni Zero sia i dehors. Le prime sperimentarono un uso diverso dello spazio urbano – era già successo altrove, trent’anni prima.
Quali le differenze tra ieri e oggi? Le manifestazioni dei nostri tempi sono organizzate da imprese private – con l’obiettivo d’incassare più del solito e guadagnarci a livello d’immagine –, mentre i dehors con il tempo, sono divenuti un escamotage per contenere l’affitto dei locali (per tutto l’anno, talvolta) e delle teste di ponte per occupare lo spazio pubblico. Le «manifestazioni» organizzate da un locale talvolta, sbarrano una strada. In sostanza: un’area pedonale ostacola o impedisce la circolazione dei pedoni. (Si può parlare d’area pedonale ad personam, in tal caso).
Avezzano è una città che ha l’andatura del gambero, da qualche tempo. In questa estate l’isola pedonale ha preso definitivamente il largo mentre proliferano le aree pedonali a richiesta, come alcune fermate dei mezzi di trasporto pubblico… (2/2)

lunedì 12 agosto 2013

Ip 1



Più di un ottimista si aspettava nell’estate 2013, l’istituzione di un’isola pedonale – fosse anche la cosiddetta «crocetta» –, mentre s’è visto rifilare uno degli ultimi ritrovati della politica locale: l’area pedonale a richiesta. Non s’è trattato di un fulmine a ciel sereno: come ci si è arrivati?
C’è da registrare da noi, un calo dell’attenzione sui problemi legati al traffico risalente al dopo-Eleuterio Simonelli. Non che si facesse molto prima per combattere gli effetti negativi del traffico motorizzato privato, ma se ne discuteva pacatamente senza isterismi, senza populismo e senza rifugiarsi nella delegittimazione dell’altro, come succede oggi. (I partiti politici hanno smesso perfino d’accennare al risanamento dei quartieri durante le loro fulminee campagne elettorali).
Se ne parlava in qual modo? Un generico avezzanese (sindaco, amministratore, funzionario o militante di partito, sindacalista, cittadino), per evitare la grossa città X andando al paesino Y, inforcava la circonvallazione Alfa e una volta scoperto il vantaggio, gli veniva voglia di proporla anche dalle nostre parti. Si è discusso e prodotto molto in Europa durante gli anni Sessanta per combattere gli ingorghi nelle città e un’espressione come bretella (anche isola pedonale, parchimetro e parcometro), risale a quel periodo. Sono più recenti: pista ciclabile, zona a traffico limitato, parcheggio di scambio, biglietto d’ingresso alla città, eccetera.
C’è stata meno attenzione negli anni Novanta e nello stesso tempo è stata avviata una campagna discreta e sotterranea da parte del blocco di potere che controlla le scelte politiche cittadine. Essa ha forgiato l’immaginario popolare di una generazione e ha consentito proposte e interventi in controtendenza con ciò che avveniva in Italia, quando non s’è trattato di palese oscurantismo. Il piano dei parcheggi (Pup, 1996), ha prodotto almeno la situazione d’ingorgo che abbiamo davanti agli occhi. E’ stato solo l’inizio.
Mario Spallone, il primo sindaco eletto in modo diretto dagli avezzanesi, ha portato seppur in ritardo gli anni Ottanta ad Avezzano, con il loro carico d’individualismo morale e edonismo. Risale a quel tempo anche la lenta fabbricazione del paese introverso, asserragliato intorno a piazza del Risorgimento.
Le istituzioni prendono a ragionare di problemi del traffico cittadino in modo sporadico, confuso, frammentario, ondivago, estemporaneo e soprattutto strumentale; sembra che la mission degli ultimi sindaci sia il mantenere le cose come si trovano, esattamente come sono.
L’amministrazione comunale tace su un argomento e il messaggio che apprendono i cittadini (elettori e non-elettori) è che si tratta di una questione di poco conto e smettono perciò di parlarne. Non solo; altri tipi di danni ai cervelli si registrano quando la nostra classe politica apre bocca o fa qualcosa. (1/2)

domenica 11 agosto 2013

pettegolezzi estivi 2


1) MarsicaJazz, 7-12 agosto, Avezzano. Hanno partecipato alla manifestazione, sei tra associazioni e musicisti titolari di un gruppo del comprensorio. D.: poteva mancare alla rassegna, l’associazione marsicana più vecchia e blasonata? Certo che sì!
2) Ho letto di recente il libro più noto di Hobsbawm (1917-2012). In Eric J.E. Hobsbawm, Il secolo breve 1914-1991, uscito nel 1994, si legge: «Vaclav Havel [1936-2011], divenne […] presidente della Cecoslovacchia, circondato da un gruppo di consiglieri piuttosto eccentrici, tra i quali figuravano un musicista rock americano amante degli scandali e un esponente dell’alta aristocrazia absburgica (il principe Schwarzenberg)». Lo statunitense era Frank Zappa.
3) Copio-e-incollo dal web, ritaglio – ci aggiungo il grassetto: «Gli amici cabarettisti di Zelig Colorado Cafè, in piazza Risorgimento, ad Avezzano, martedì 6 agosto, alle 21,00. I protagonisti saranno Giovanni Cacioppo, Carmine Faraco, Giuseppe Caiazza, il richiestissimo e amato ‘Nduccio. La serata, […] sarà l’evento di punta delle manifestazioni avezzanesi».