sabato 7 giugno 2014

Una ragazza un po' incinta


Molti si saranno accorti che mi sta passando la voglia di scrivere e anche d’immaginare dell’altro. (È il periodo dell’anno in cui faccio il censimento degli alberi tagliati e non ripiantati dal Comune e proprio non mi va, questo mese).
Cito questo, senza commentare:
Elogiai per l’uso corretto dell’espressione «area pedonale» l’attuale sindaco – si trattava di una rivista molto più letta di questo blog. È uscito quest’altro, giorni fa:
Sono cose cui sono abituato da decenni, ma non mi rassegno. Ho evitato di commentare ma mi sono anche domandato perché non chiedano i giornalisti o non correggano un amministratore in casi del genere. Ci vuol poco – in conferenza stampa – a ricordare che non esiste un’isola pedonale estiva, invernale o di mezza stagione: le parole sono importanti. Evitate di chiedermi il significato di una nuova espressione del nostro sindaco: non lo so proprio («humus urbano»).
Aspettando la Notte di Via 2014, guardatevi questo:
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=58911&typeb=0&Milano-la-prima-festa-di-via-senza-scopi-commerciali

mercoledì 4 giugno 2014

Scoperte


Nell’ultimo numero del Martello: «La realizzazione di serbatoi artificiali in quota, compatibili con l’ambiente, rappresenta un investimento per la nostra Regione, in termini di prevenzione dei rischi idrogeologici e di approvigionamento idrico, consentendo l’uso plurimo della risorsa da parte dei Consorzi di Bonifica», ripreso da una lettera di Coldiretti regionale ai candidati alle ultime Amministrative. Sarebbe simpatico capire come siffatte opere prevengano tali rischi, in Abruzzo. (Nel senso: con i fiumiciattoli che ci ritroviamo). In aggiunta. Se tali opere non finiscono invece per innescare tale tipo di rischi.
Un’altra bella scoperta:
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=58714&typeb=0&I-berlinesi-salvano-il-parco-di-Tempelhof

domenica 1 giugno 2014

tx mons


Ieri ho atteso invano che qualche testata pubblicasse qualcosa di decente sull’assemblea di cui ho trattato nel post precedente. Il secondo breve intervento del vescovo è stato applaudito con calore ed entusiasmo. (Il più applaudito della riunione, ma le testate giornalistiche non ne hanno tenuto conto). Perché?
Pietro Santoro ha semplicemente ricordato la condizione dell’area archeologica d’Alba Fucens (Massa d’Albe) e il fatto che tutto ciò che è ritrovato da quelle parti… prende il volo. Volendo farsi un’idea dei materiali ritrovati in quella zona («dalle nostre parti»), bisogna spostarsi per centinaia di chilometri. C’è bisogno di un normale museo, o d'altro genere di sistemazione sul luogo.
Qualcuno può chiedere: che c’entra Alba Fucens con il terremoto del 1915, con il «terremoto di Avezzano»? C’entra poco, lo so ma la situazione di Massa d’Albe investe anche il ruolo dei marsicani in un insieme più ampio, regionale e nazionale. Si è trattato perciò di un rigurgito di orgoglio, di dignità, benvenuto in ogni caso. (È tutto dire che debba affermare certe cose un uomo di Chiesa, proveniente dalla costa – al cospetto dell’establishment).

sabato 31 maggio 2014

Ieri


Ieri ho accompagnato un vecchio amico a un’imprecisata e innocua riunione sulle celebrazioni del Centenario del terremoto e invece mi sono trovato immerso in un’assemblea ad alto livello, quella del Comitato d’onore.
Niente di speciale, si è trattato di ripetere le linee programmatiche della nostra Delibera 84/2013 ad alcuni sindaci marsicani più qualche nuova pensata. L’unico intervento di un certo spessore è stato quello del vescovo della diocesi d’Avezzano – che proviene dalla costa abruzzese. Manca essenzialmente un progetto o almeno un’idea forte. (Lo schema del ragionamento è abbastanza semplice: «Terremoto e X», «Terremoto e Y», eccetera). Le celebrazioni del Centenario sono l’occasione migliore per seppellire sotto un (altro) velo d’oblio la catastrofe del 1915 e ciò che è avvenuto dopo.
Entro luglio sarà in circolazione un mio libretto sul tema – è già pronto, in realtà.

mercoledì 28 maggio 2014

lui è il gatto, ed io la volpe 2bis


È piuttosto interessante questo pezzo, per alcuni aspetti:
Roberto Verdecchia aggiunge altre persone che «remano contro» nell’annosa vicenda del locale depuratore, oltre agli «ambientalisti» portati in ballo – a sproposito – da altri. «Verdecchia nel corso della conferenza di annuncio dell’apertura ha mostrato la delibera del 30 novembre 1998 quando, durante l’amministrazione Spallone, i consiglieri Antonio Floris, Leo Orsini, Francesco Laurenzi e Mariano Santomaggio votarono contro l’approvazione del progetto preliminare», 16 maggio.
Ho scritto che non sarebbe durato a lungo per questioni intrinseche, siffatto movimento. Stefano Fabrizi in un prezioso commento all’articolo citato: «Volpone [Coldiretti] continua a fare il furbo […] Agli smemorati vogliamo ricordare che se non ci fossero stati i 120 trattori portati in piazza dai soci di Confagricoltura e CIA non si sarebbe mosso nulla».
Nello stesso commento inviato anche a TerreMarsicane, il direttore provinciale di Confagricoltura chiarisce – in qualche modo – anche l’«architettura» del movimento per l’avvio dei depuratori: «l’iter è stato seguito giornalmente dai due segugi Sforza e Di Bastiano che non hanno dato tregua ai funzionari pubblici».
(Potendo interessare). Augusto Di Bastiano, è anche l’autore di: «affermazione apodittica che si pone su un piano dogmatico tanto caro a certi ambientalisti» – Taglio alberi piazza Orlandini, Di Bastiano: necessaria la gestione del patrimonio arboreo, MarsicaLive 27 agosto 2013. (L’aveva con qualcuno del WWF, imprecisato, ovviamente).
Robertino cantava, tanti (tanti) anni fa: ‘well the moral of this story | the moral of this song | is simply that one should never be | where one does not belong’. (2/2, 2bis/2bis)

lunedì 26 maggio 2014

lui è il gatto, ed io la volpe 1bis


Il pezzo precedente – uscito in realtà il 10 maggio sul Martello –, quando l’ho scritto? Proviamo ad arrivarci insieme.
Già in questo post s’intravedeva qualcosa:
È scritto alla fine: «Ho usato il termine politichese nel pezzo precedente e dovrò precisare, da qualche parte». (Era il 6 maggio e il post era la seconda parte dell’originale uscito due giorni prima).
Il 30 aprile – a dirla tutta – era uscito quest’altro (anche qui, s’intravedeva qualcosa):
Non avrei mai scritto d’imprecisate «organizzazioni agricole» dopo il 15 maggio: in quella data, appare anche Coldiretti (Cfr.: AvezzanoInforma).
Ho parlato di «collateralismo»: sindacati o associazioni che orbitano intorno a un partito. È una vecchia storia, da «Prima repubblica»: le cose stanno un po’ diversamente oggi.
Felicia Mazzocchi (Ncd) precisava – senza che ve ne fosse bisogno – il ruolo della Provincia nell’«avvio» del depuratore (fermo da anni) d’Avezzano, lo scorso 30 aprile. La stessa ha però anche parlato di «basso fine elettorale» a proposito dell’intera vicenda, il 17 maggio. Si è perciò compreso il bisogno di precisare, un paio di settimane prima: c’era tutto. Pardon, c’era almeno questa foto di gruppo:
Poi questo:
Per non essere da meno, il 22 maggio:
Non se la sono presa con nessuno questi ultimi, però. (Si fa proprio così). (2/2, 1bis/2bis)