domenica 2 aprile 2017

Indovini in tempo di elezioni

Poco dopo aver pubblicato il post legato sia al «caso Cosmo» sia alle elezioni amministrative, mi sono imbattuto in un altro comunicato sugli stessi temi, pubblicato nel web. Era firmato da Domenico Venditti per la lista Avezzano Rinasce ed esordiva sul drammatico: «Il sindaco di Avezzano dichiara ufficialmente guerra ai commercianti di Avezzano». Uh, non mi ha detto niente nessuno e poi, scoppia la guerra e non ho nemmeno uno straccetto da mettermi addosso! Proseguiva sul catastrofico: «e prepara la desertificazione totale del centro» – è mio il grassetto. La mia (scontata) reazione sul momento è stata, oltre al gesto dell’ombrello: «Tiè, io qua ci faccio i vermi!».
Prosegue ancora tra il profetico e l’apocalittico per qualche giovane mentre per quelli della mia età, è lo stanco ritornello legato a ogni minimo cambiamento nel settore distributivo che si è presentato negli ultimi cinquant’anni. Poi invece ti ritrovi un agglomerato in cui il numero dei negozi è cresciuto costantemente da allora. «Il saldo finale dell’operazione Cosmo, infatti, sarà quello di aver provocato la fine di tante piccole imprese commerciali, di conseguenza la perdita di centinaia di posti di lavoro e di impoverire ulteriormente il tessuto sociale della città». (Come si fa a impoverire il tessuto sociale della città, se si aggiungono semplicemente altri disoccupati? Qualche cifra, proiezione, niente?). Tra le varie iniziative promesse e richieste, spicca a mio avviso lo studio dell’«impatto alla viabilità di quella zona già fortemente congestionata dall’esistente». La Tiburtina Valeria non se la passa bene in alcune ore della giornata per via del traffico e siamo d’accordo, via C. Corradini invece? Mai ingorgata una delle principali arterie che passa addirittura per il centro della citta? (E non se ne vergogna nessuno). Mai dato una scorsa ai vecchi dati del Pgtu?
Nella presentazione pubblica della sua candidatura una settimana fa, l’attuale sindaco aveva lavorato di fino: «Un polo culturale negli edifici delle Corradini-Fermi con nuove imprese e attività per innalzare la cultura con l’innovazione». Non si capisce che volesse dire con un minimo di precisione, ma rende un’idea. Vi è quasi tutto, manca un’area-cani, una piscina, un osservatorio astronomico, un giardino pensile, un ascensore per disabili gravissimi e poco altro. Continuava così, prosaicamente: «Ad Avezzano piove ed è freddo, per vivere sempre il centro della città realizzeremo una galleria coperta». Avrà mormorato tra sé ai numerosi avversari, anche lui: Tiè!

(Mollo per almeno un mese la faccenda delle Amministrative altrimenti finisce che quello del blogger diviene un lavoro, per me).

sabato 1 aprile 2017

Copia da copia

È esplosa di nuovo la questione dei centri commerciali in questa lunga campagna elettorale per le Amministrative di giugno. Come ho già raccontato, le bozze dei programmi delle varie liste che si presenteranno alla competizione, si somigliano un po’ tutte ma non solo: è impressionante proprio il medesimo modo di comunicare. I compaesani che votano secondo la propria opinione – sono in realtà una minoranza –, sceglieranno generalmente l’originale e non le numerose copie. (È un pronostico il mio).
Il centro commerciale è uno spreco di spazio; ne è accettabile uno in ogni comprensorio, giusto per la sua tipologia edilizia secondo me: Ipercoop era perciò sufficiente.
È intervenuto per l’occasione il meetup «Amici di Beppe Grillo di Avezzano» con un comunicato apparso in alcune testate giornalistiche (on-line). (Qual è la posizione in proposito di Movimento 5stelle Avezzano?). Ha posto cinque domande al sindaco e questo non ha risposto com’era prevedibile. (Mi sarei comportato alla stessa maniera al suo posto). C’è da opporre solo l’indifferenza di fronte a questioni come: «Quale sarebbe il beneficio per i cittadini di questo nuovo insediamento in un’area già sovraccarica di negozi […]?». Oppure: «Quale sarà il disturbo visivo e l’impatto ambientale della nuova costruzione […]?». Invece quanto entra nelle tasche dei singoli cittadini per una nuova merceria, officina metalmeccanica, ristorante, studio di un commercialista o di un pittore, gommista, squadra di calcio? La seconda invece dimostra che si conosce poco o per niente il funzionamento di un’Amministrazione: ci vuole così tanto a richiedere di visionare tutto l’incartamento e averne un’idea?
Si parlerà molto – a vanvera – di «città territorio» e «città-territorio», nelle prossime settimane; c’entra di mezzo l’attrattività di un agglomerato urbano (centro, quartieri, frazioni). Chi giunge da noi, lo fa perché dalle sue parti non vi è: una fabbrica, un teatro, un multi-sala, un ipermercato, una piscina, uno stadio di calcio decente. Ecco, ho nominato tutti elementi che da noi, sono stati prima progettati e poi costruiti in periferia. Nel comunicato del 31 marzo 2017 si legge anche: «In considerazione  della situazione di abbandono in cui versa il centro di Avezzano, l’apertura di questo nuovo ‘ritrovo’ commerciale periferico infierirebbe il colpo mortale alle piccole e importanti attività commerciali presenti nel tessuto urbano cittadino, che riescono ancora e nonostante tutto a sopravvivere ai colossi della grande distribuzione». La parte più interessante è: «‘ritrovo’ commerciale»; infatti, non si tratta di una struttura che è la semplice somma di alcuni negozi, ma è un altro modo di commercializzare le merci. (McDonald’s allo stesso modo, propone qualcosa d’altro rispetto al tradizionale consumo di junk food). Combattere contro gli shopping center in questa maniera è come voler fermare il vento con le mani; non a caso il loro numero è cresciuto – immagino anche quello dei frequentatori – nonostante le trite lagnanze di alcuni commercianti negli ultimi anni: perché?
Détournement: «lo sviluppo non viene portato dalle catene commerciali che depredano e poi abbandonano il territorio, ma da progetti di lungo respiro come agevolazioni ai piccoli commercianti ed artigiani per la nascita di centri commerciali urbani, con una riqualificazione delle zone centrali di Avezzano». (È sicuro che le agevolazioni ai commercianti e agli artigiani, sia un progetto, una politica «di lungo respiro»? Quante altre volte, leggeremo le stesse idee tossiche contenute in questo brano? Lo sviluppo di una zona è legato alle attività produttive, ormai da millenni). Prosegue così il periodo, mirabilmente: «con la pedonalizzazione di aree con una visione di mobilità sostenibile». Avete presente ‘Far from the twisted reach | Of crazy sorrow’?

Una domanda finale: chi glielo ha consigliato, alle numerose liste a presentarsi, considerando che l’agenda amministrativa è dettata – non da ieri –, dai commercianti al dettaglio, e dalla nomenklatura di politicanti che da decenni, salta da un partito all’altro per rimanere a galla? (Infine: si scrive «Soprintendenza»).

venerdì 31 marzo 2017

I conti senza l'oste

Sono preso da una recensione chilometrica in questo periodo e non mi resta molto tempo per il blog. Non ho trovato documentazione adeguata ma mi sarebbe piaciuto approfondire i contenuti dell’incontro tenuto al Comune lo scorso 17 marzo, con la partecipazione di Ance, ordini professionali (architetti, geologi, geometri, ingegneri). Ci si è confrontati ad Avezzano per la «prevenzione sismica e [la] messa in sicurezza del patrimonio edilizio, nei territori di Avezzano e della Marsica». (Mancavano i rappresentanti dei paesi marsicani, per quanto ho capito io). Il sindaco aveva annunciato: «L’obiettivo ‘Avezzano in sicurezza’ diventa più vicino se condiviso con i professionisti del nostro territorio», in «MarsicaNews» 11 marzo 2017. Se ne è saputo qualcosa una decina di giorni dopo: «Nonostante il nostro [del sindaco] grande impegno, però, sono ancora molte le cose da fare, soprattutto sul fronte del patrimonio edilizio privato, perciò ho accolto con entusiasmo l’invito del vicepresidente Ance per avviare una seria e condivisa azione di pianificazione per la prevenzione e la rigenerazione urbana, finalizzata a mettere in sicurezza il nostro territorio» in «IlFaro24» 22 marzo 2017. Orbene, costruire abitazioni secondo i nuovi standard antisismici e intervenire sul patrimonio edilizio esistente sono faccende assimilabili, mentre rigenerazione urbana e messa in sicurezza del territorio sono altre due cose diverse dalle precedenti. L’Ance c’entra con la costruzione e la messa in sicurezza, ma non con le restanti; la rigenerazione urbana richiede, tra l’altro, la consultazione dei residenti – non mi risulta che siano stati invitati. La stessa messa in sicurezza richiede in realtà – oltre a un fiume (enorme) di denaro –, il concorso dei cittadini perché per intervenire su un paio di palazzine con decine di residenti, negozi, laboratori e studi professionali, c’è bisogno almeno di un’organizzazione particolare: bisogna allontanarli dai loro luoghi per quattro-cinque mesi. È in ogni modo una questione da affrontare nel medio-lungo periodo, trattandosi di lavorare su migliaia di costruzioni solo nel capoluogo comprensoriale. (I tempi della politica, si sa, sono invece risicati).

Ho annunciato una serie di post sulle elezioni e nel materiale che sto accumulando, ho notato che nelle bozze di programma finora pubblicate dalle liste partecipanti, circola un’idea abbastanza banale e vaga ma nonostante ciò, standardizzata della città. Da dove spunta fuori? Una decina di giorni fa, mi sono imbattuto in un pezzo – firmato Marynda (Abbigliamento e accessori uomo e donna?) – su una testata locale (TerreMarsicane), probabilmente un redazionale e ho avuto una sorta d’illuminazione. Esso terminava con questo brano: «i negozianti tengono in vita la città ogni giorno svolgendo il loro lavoro e questo gli ha insegnato ad avere un impegno sociale, che seppur con fatica, desiderano difendere e proteggere per tutti i loro clienti e in generale per tutti i cittadini di Avezzano». Ecco, non difendetemi né proteggetemi; lasciatemi in pace.

sabato 11 marzo 2017

Direzionalità

Sono partito da una lettera che abbiamo ospitato, fatto girare in tanti e del suo rapido oblio – il periodo in cui è stata diffusa non era dei migliori. Nella diatriba che ne è seguita tra Gabriele Grande e Crescenzo Presutti – di cui ho trattato nel post precedente –, ciò che mi ha fatto arrabbiare di più è in realtà una frase del primo: «Siamo certi che gli abitanti che in quei quartieri devono vivere sappiano perfettamente valutare l’utilità delle opere fatte». In esso si riferiva anche alla «costruzione del parcheggio nell’area della Santissima Trinità». (La chiesa si trova dall’altra parte di via G. Garibaldi, a dire il vero). Mi sono interessato più volte alla vicenda e posso scrivere per esperienza personale che tale asfaltatura ha cambiato pochissimo o niente la vita dei residenti, considerando che da quelle parti ci abitano in pochi; mancano negozi, uffici e servizi. Eppure in precedenza era stato scritto: «il parroco, insieme agli abitanti, ha aggiunto la formale richiesta di salvaguardare l’area liberata dalle baracche, destinandola a parcheggio», Ex casetta sismica, sindaco incontra residenti e lancia i “Consigli di Quartiere”, in «MarsicaNews» 26 ottobre 2016.
La questione è la mancanza di futuro, di vision – oggi si dice così – da parte dei partiti politici o delle liste e degli amministratori. È facile immaginare una proposta uguale da parte di altri avezzanesi residenti in altre zone, mentre in una città con più di un milione di abitanti avrebbero invece reclamato a gran voce qualche area-cani. Governare l’esistente è un controsenso perché una città muta incessantemente ed è perciò più agevole imprimere, suggerire una direzione: è l’occupazione di chi fa politica e di chi amministra; i parcheggi (le aree-cani) non indirizzano verso nessuna parte sia nelle piccole città sia nelle metropoli. (In tal caso chi governa ha richiesto un’idea dai residenti perché si tratta di un’area periferica di «oltre 560 mq»: sarebbe stata tutt’altra musica per il complesso Corradini-Fermi-Mazzini).

P.S. M5s ripulisce dai rifiuti abbandonati una zona periferica della città, domani mattina. È ottima la scelta della zona (via Teramo, via Sant’Andrea, via N. Paganini, via M. A. Colonna) mentre ci sarebbe da ridire sulla data – a ridosso delle Amministrative. Vale in ogni modo lo stesso discorso della pulitura della pineta alle Tre Conche, alla fine del 2015 (CPI): è bene ringraziarli.

venerdì 10 marzo 2017

Convegni ed elezioni

Nel lungo post a puntate che sto preparando per le prossime Amministrative, lascio spazio agli «attaccanti» per cui tratto separatamente – per questioni di spazio – l’azione dei «difensori». Lo scorso 7 marzo ho ospitato sul blog – da cui il titolo del post – una lettera di Renato Simone risalente al 24 febbraio e indirizzata al sindaco d’Avezzano. Essa si riferiva a un avvenimento precedente, come ho segnalato: «Prati, commons. Giornate internazionali di studi sul paesaggio, Treviso 16-17 febbraio – Fondazione Benetton».
Alcune ore dopo è stato pubblicato da alcune testate locali (online), un comunicato di Crescenzo Presutti che si associava al contenuto di tale lettera e attaccava l’attuale Amministrazione comunale – siamo a ridosso delle elezioni e lui si candiderà con la lista di De Angelis. (Al suo posto avrei rimandato alla presentazione del programma, ma io sono io e Presutti è Presutti).
Alcune testate (IlFaro24, MarsicaNews, TerreMarsicane) hanno pubblicato oggi (10 marzo) una replica di Gabriele Grande (Abruzzo Civico); eccone un pezzo: «Siamo come ovvio d’accordo sul valore dei cosiddetti ‘prati collettivi’, come anche sull’importanza fondamentale degli spazi verdi, che in città non mancano, dalla magnifica Riserva, resa fruibile e accogliente da questa Amministrazione, a piazza Torlonia, luogo dove il verde abbonda, così come le panchine, spazio giochi e persino un chiosco per un caffè o un aperitivo, anche questo volendo, rigorosamente green, per non parlare della pineta». La mia domanda è: a chi vuol parlare? Certo non al sottoscritto o a chi gira la città a piedi e perciò conosce la città più dettagliatamente di lui. Giova ricordare che la pineta, se io non ricordo male, è stata ripulita l’ultima volta intorno al Natale 2015 non dal Comune bensì da CasaPound Italia – i «nazisti dell’Illinois», come li chiamo io: è bene riconoscergli questo merito.

Hanno perciò discusso in diversi dell’argomento di quella due-giorni trevigiana pur avendone una (più che) vaghissima idea. Io consiglio di fare una capatina sul sito di detta fondazione (Fbrs.it) per avere se non altro un’idea di com’è dignitoso, opportuno organizzare i convegni: senza la sfilata sul tavolo della presidenza di sindaci, assessori, consiglieri (comunali, provinciali, regionali), le più svariate autorità e il codazzo dei «portaborse» cui si assiste tradizionalmente dalle nostre parti.