sabato 22 aprile 2017

Nuovo fritto misto

Inizio con la (vecchia) non notizia dell’allagamento riguardante il sottopassaggio di via G. Pagani – ne avevo trattato perfino in un mio lipogramma (in n) del 2013. Non m’interessa per nulla chi ha approfittato di tale non notizia per attaccare l’attuale sindaco, bensì chi ha provato a ragionarci sopra. Leggevo: «Il fatto che un acquazzone possa aver già causato in passato allagamento di sottopassaggi, indica la normalità del fenomeno atmosferico», R. Cicchetti, La bomba d’acqua di Avezzano ed il riscaldamento globale, in «AvezzanoInforma» 11 aprile 2017. L’espressione «In passato» è meno neutrale di quanto si possa immaginare: quando ha preso ad allagarsi quel sottopassaggio? C’entra la cementificazione, l’asfaltatura – spesso inutile – degli spazi a ridosso di via don G. Minzoni più che un fenomeno come il riscaldamento globale secondo me. Fino a vent’anni fa la grandine, la neve, pioggia – anche intensa –, cadeva sui prati che s’incontravano ancora da quelle parti e percolava lì, sul posto; oggi è incanalata nelle strade e finisce nella parte più bassa a disposizione. Che fare, nel nostro piccolo? L’ho scritto nel lipogramma citato.
Pochi giorni dopo la notizia (con foto) dell’avvistamento di un orso su monte Salviano, è finita addirittura sull’agenzia Ansa. Non si pubblicano né notizie, né foto in casi del genere; né tantomeno ci si ricama sopra, com’è purtroppo avvenuto in questa terra di periferia. (Si usa così per evitare l’arrivo di frotte di curiosi che disturberebbero e perciò, allontanerebbero l’animale in questione).

In fine. Sono rimasto leggermente amareggiato – ma non sorpreso – per le due manifestazioni nell’occasione del 25 aprile a Roma (Anpi e Brigata Ebraica). In fondo, si festeggia che cosa? Sono stati invitati tutti i reduci di quell’esperienza di oltre settant’anni fa, dall’una e dall’altra parte? Verranno? Torniamo a noi; mi è capitato di leggere: «Quest’anno i negozianti, con il patrocinio della Confcommercio Avezzano, hanno voluto con passione la realizzazione di un proprio focaraccio per una ragione di amore profondo verso la città nella quale vivono e lavorano», Marynda, I negozianti del centro realizzano il loro ‘focaraccio’ per la Madonna di Pietraquaria: che sia la prima scintilla per riaccendere il centro di Avezzano!, in «TerreMarsicane» 21 aprile 2017. Ne riprendo un altro brano: «la festa della Madonna di Pietraquaria oltre ad avere la sua importanza religiosa, racchiude in sé una forza umana di unione e condivisione che attraverso la suggestiva presenza del fuoco trasmette energia e calore alle persone che la vivono». Orbene, Pietraquaria è una festa religiosa, come il Natale e la Pasqua – che è la più importante per la cristianità: è facilissimo nascere per quanto in modo rocambolesco, ma non lo è altrettanto risorgere dopo morti. È bene perciò comportarsi di conseguenza, lasciare tale festività a chi ci crede – pochi o tanti avezzanesi, non importa; a chi si recherà presso il santuario, andrà alla processione, assisterà alla messa, prenderà la comunione. Il resto è solo contorno: i giulivi focaracci centralizzati e sponsorizzati, le bruschette, le patate e le salsicce alla brace, il vino, le musichine, le barzellette, le risate… gli affari dei commercianti.

domenica 9 aprile 2017

I fatti nella politica

Mi è capitato di leggere un appello o forse un’implorazione di Renzo Piano: «affinché il nostro Paese “esca dal Medioevo oscuro” che ci fa attribuire le conseguenze del terremoto alla “fatalità” e lotti grazie agli strumenti della scienza e della tecnologia per prevenire i rischi», Terremoto, Gentiloni: “Governo stanzierà un miliardo all’anno per la ricostruzione”, LaRepubblica 8 aprile 2017. L’architetto genovese si riferiva a uno stanziamento da parte dello stato centrale per alcuni interventi – in altrettanti comuni –, riguardanti un «edificio pubblico residenziale abitato» in ciascuna città.
Nel centro abruzzese destinatario dei fondi A. Casini (sindaco) e A. Gerosolimo (assessore regionale), hanno ringraziato G. Delrio, L. D’Alfonso, M. Mazzocca e C. Doglioni. «Sulmona è l’unico comune abruzzese inserito, insieme ad altre nove città italiane, nel progetto “Casa Italia”, che riguarda la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico», Sulmona in “Casa Italia”. Casini e Gerosolimo: “Un grande risultato della politica dei fatti”, in «CentroAbruzzoNews» 8 aprile 2017. (È lo stesso di InAbruzzo e dei quotidiani cartacei).
Mi chiedo – si porrebbe la stessa domanda anche Renzo Piano: perché ringraziare? Mi rispondo così: perché l’Abruzzo interno – cui è probabilmente diretto tale comunicato – è pieno di gente superstiziosa, che crede alle leggende, non poco boccalona, allergica alle scienze e anche alla politica.
Sono contento che tale investimento vada da quelle parti rispetto a dove vivo io per un paio di motivi: 1) quella città è fondata su un tipo di terreno che amplifica più che ad Avezzano le scosse sismiche; 2) molti edifici di Sulmona hanno almeno il triplo dell’età di quelli che mi trovo davanti costantemente. (Un abitante della costa abruzzese farebbe all’incirca lo stesso ragionamento).
Riporto anche una delle perle di detto comunicato: «Sulmona merita questo grande risultato che arriva dopo anni di stallo». Ecco, loro non si rendono proprio conto né di ciò che hanno sotto i piedi né di che cosa li circonda, soprattutto nel centro storico; non immaginano nemmeno lontanamente che un terremoto simile a quello dell’Aquilano nel 2009, devasterebbe la parte vecchia della città. (Rimarrebbe in piedi la struttura da mettere in sicurezza, quella sì).

La sicurezza degli edifici deriva molto secondo me, dal comportamento dei singoli cittadini quando decidono di costruire o acquistare una nuova abitazione (privata) non dalla politica locale, né regionale e nazionale; lo Stato, il governo potrà fare poco altro rispetto a quanto non abbia già fatto mentre la giovane coppia che sceglie di andare a vivere in una casa costruita secondo la normativa antisismica, ha del potere in mano. (E poi: da quanti anni non metto i piedi in un edificio pubblico? Quanti minuti ci ho passato dentro, l’ultima volta?).

mercoledì 5 aprile 2017

Rendez-vous

Ho incontrato più di un candidato alle prossime Amministrative negli ultimi giorni: «Osservazioni da fare sulla campagna elettorale?». Io rispondo consigliando (invano) agli «attaccanti» di non ripetere né i contenuti né la comunicazione del sindaco; l’unica novità finora è costituita dall’invenzione delle… «Nazza-girls». Si passa poi alle questioni cittadine e si parla inevitabilmente della zona meno abitata, del plesso scolastico lungo via C. Corradini in particolare e dei progetti avveniristici pensati da un mese a questa parte dai vari contendenti. «Perché v’interessa così tanto?», chiedo. Sono state formulate diverse proposte strampalate, dovute generalmente sia a una conoscenza superficiale del posto sia all’esigenza di rastrellare il voto dei commercianti.
Sei anni fa raccontai sul blog un’iniziativa dell’allora sindaco di Milano (G. Pisapia) tesa a tenere impegnate le aule scolastiche del capoluogo lombardo anche durante le ore pomeridiane; non ne ho più trattato in seguito e immagino che sia finita lì.
Il nuovo sindaco (G. Sala) a metà marzo ha invece lanciato un progetto per le biblioteche comunali; di là della cifra investita e dell’iniziativa complessiva, mi preme segnalare che crescerà il numero delle strutture aperte fino alle 23. («La prospettiva, inoltre, è arrivare a una domenica aperta, a rotazione, nelle diverse biblioteche di zona», in «IlCorriereDellaSera» Milano, 17 marzo 2017). Cambia perciò qualcosa in una grande città, anche in periferia e soprattutto, senza aggiungere un mattone o un metro quadrato d’asfalto.
Mi si dirà che Milano è Milano e Avezzano è Avezzano ma io sono sicuro, che da quelle parti, vi abitano i milanesi mentre da noi sono accampati gli avezzanesi.
Seguo da mesi sul web – si tratta perciò di notizie pubbliche, facilmente reperibili – la vicenda dell’Istituto comprensivo Collodi-Marini; esso sta lentamente divenendo un punto di riferimento per i residenti nella zona sud-ovest della città per via della sua attività fuori dell’orario strettamente scolastico. (Si tratta di comuni insegnanti, di grigi impiegati statali).

Porto questo esempio senz’altro positivo in una città dominata dall’individualismo. È un esempio da ammirare proposto ai miei interlocutori e a km0 come si dice oggi.

domenica 2 aprile 2017

Indovini in tempo di elezioni

Poco dopo aver pubblicato il post legato sia al «caso Cosmo» sia alle elezioni amministrative, mi sono imbattuto in un altro comunicato sugli stessi temi, pubblicato nel web. Era firmato da Domenico Venditti per la lista Avezzano Rinasce ed esordiva sul drammatico: «Il sindaco di Avezzano dichiara ufficialmente guerra ai commercianti di Avezzano». Uh, non mi ha detto niente nessuno e poi, scoppia la guerra e non ho nemmeno uno straccetto da mettermi addosso! Proseguiva sul catastrofico: «e prepara la desertificazione totale del centro» – è mio il grassetto. La mia (scontata) reazione sul momento è stata, oltre al gesto dell’ombrello: «Tiè, io qua ci faccio i vermi!».
Prosegue ancora tra il profetico e l’apocalittico per qualche giovane mentre per quelli della mia età, è lo stanco ritornello legato a ogni minimo cambiamento nel settore distributivo che si è presentato negli ultimi cinquant’anni. Poi invece ti ritrovi un agglomerato in cui il numero dei negozi è cresciuto costantemente da allora. «Il saldo finale dell’operazione Cosmo, infatti, sarà quello di aver provocato la fine di tante piccole imprese commerciali, di conseguenza la perdita di centinaia di posti di lavoro e di impoverire ulteriormente il tessuto sociale della città». (Come si fa a impoverire il tessuto sociale della città, se si aggiungono semplicemente altri disoccupati? Qualche cifra, proiezione, niente?). Tra le varie iniziative promesse e richieste, spicca a mio avviso lo studio dell’«impatto alla viabilità di quella zona già fortemente congestionata dall’esistente». La Tiburtina Valeria non se la passa bene in alcune ore della giornata per via del traffico e siamo d’accordo, via C. Corradini invece? Mai ingorgata una delle principali arterie che passa addirittura per il centro della citta? (E non se ne vergogna nessuno). Mai dato una scorsa ai vecchi dati del Pgtu?
Nella presentazione pubblica della sua candidatura una settimana fa, l’attuale sindaco aveva lavorato di fino: «Un polo culturale negli edifici delle Corradini-Fermi con nuove imprese e attività per innalzare la cultura con l’innovazione». Non si capisce che volesse dire con un minimo di precisione, ma rende un’idea. Vi è quasi tutto, manca un’area-cani, una piscina, un osservatorio astronomico, un giardino pensile, un ascensore per disabili gravissimi e poco altro. Continuava così, prosaicamente: «Ad Avezzano piove ed è freddo, per vivere sempre il centro della città realizzeremo una galleria coperta». Avrà mormorato tra sé ai numerosi avversari, anche lui: Tiè!

(Mollo per almeno un mese la faccenda delle Amministrative altrimenti finisce che quello del blogger diviene un lavoro, per me).

sabato 1 aprile 2017

Copia da copia

È esplosa di nuovo la questione dei centri commerciali in questa lunga campagna elettorale per le Amministrative di giugno. Come ho già raccontato, le bozze dei programmi delle varie liste che si presenteranno alla competizione, si somigliano un po’ tutte ma non solo: è impressionante proprio il medesimo modo di comunicare. I compaesani che votano secondo la propria opinione – sono in realtà una minoranza –, sceglieranno generalmente l’originale e non le numerose copie. (È un pronostico il mio).
Il centro commerciale è uno spreco di spazio; ne è accettabile uno in ogni comprensorio, giusto per la sua tipologia edilizia secondo me: Ipercoop era perciò sufficiente.
È intervenuto per l’occasione il meetup «Amici di Beppe Grillo di Avezzano» con un comunicato apparso in alcune testate giornalistiche (on-line). (Qual è la posizione in proposito di Movimento 5stelle Avezzano?). Ha posto cinque domande al sindaco e questo non ha risposto com’era prevedibile. (Mi sarei comportato alla stessa maniera al suo posto). C’è da opporre solo l’indifferenza di fronte a questioni come: «Quale sarebbe il beneficio per i cittadini di questo nuovo insediamento in un’area già sovraccarica di negozi […]?». Oppure: «Quale sarà il disturbo visivo e l’impatto ambientale della nuova costruzione […]?». Invece quanto entra nelle tasche dei singoli cittadini per una nuova merceria, officina metalmeccanica, ristorante, studio di un commercialista o di un pittore, gommista, squadra di calcio? La seconda invece dimostra che si conosce poco o per niente il funzionamento di un’Amministrazione: ci vuole così tanto a richiedere di visionare tutto l’incartamento e averne un’idea?
Si parlerà molto – a vanvera – di «città territorio» e «città-territorio», nelle prossime settimane; c’entra di mezzo l’attrattività di un agglomerato urbano (centro, quartieri, frazioni). Chi giunge da noi, lo fa perché dalle sue parti non vi è: una fabbrica, un teatro, un multi-sala, un ipermercato, una piscina, uno stadio di calcio decente. Ecco, ho nominato tutti elementi che da noi, sono stati prima progettati e poi costruiti in periferia. Nel comunicato del 31 marzo 2017 si legge anche: «In considerazione  della situazione di abbandono in cui versa il centro di Avezzano, l’apertura di questo nuovo ‘ritrovo’ commerciale periferico infierirebbe il colpo mortale alle piccole e importanti attività commerciali presenti nel tessuto urbano cittadino, che riescono ancora e nonostante tutto a sopravvivere ai colossi della grande distribuzione». La parte più interessante è: «‘ritrovo’ commerciale»; infatti, non si tratta di una struttura che è la semplice somma di alcuni negozi, ma è un altro modo di commercializzare le merci. (McDonald’s allo stesso modo, propone qualcosa d’altro rispetto al tradizionale consumo di junk food). Combattere contro gli shopping center in questa maniera è come voler fermare il vento con le mani; non a caso il loro numero è cresciuto – immagino anche quello dei frequentatori – nonostante le trite lagnanze di alcuni commercianti negli ultimi anni: perché?
Détournement: «lo sviluppo non viene portato dalle catene commerciali che depredano e poi abbandonano il territorio, ma da progetti di lungo respiro come agevolazioni ai piccoli commercianti ed artigiani per la nascita di centri commerciali urbani, con una riqualificazione delle zone centrali di Avezzano». (È sicuro che le agevolazioni ai commercianti e agli artigiani, sia un progetto, una politica «di lungo respiro»? Quante altre volte, leggeremo le stesse idee tossiche contenute in questo brano? Lo sviluppo di una zona è legato alle attività produttive, ormai da millenni). Prosegue così il periodo, mirabilmente: «con la pedonalizzazione di aree con una visione di mobilità sostenibile». Avete presente ‘Far from the twisted reach | Of crazy sorrow?

Una domanda finale: chi glielo ha consigliato, alle numerose liste a presentarsi, considerando che l’agenda amministrativa è dettata – non da ieri –, dai commercianti al dettaglio, e dalla nomenklatura di politicanti che da decenni, salta da un partito all’altro per rimanere a galla? (Infine: si scrive «Soprintendenza»).