martedì 27 giugno 2017

Intermezzo

Ho davvero scritto poco sul risultato delle Amministrative ad Avezzano? Dipende dall’immagine che do in generale della situazione locale: vince le elezioni, il candidato che riesce ad accumulare più collettori di voti – anche se questa volta è andata in maniera leggermente diversa. Liquido prima una questione «personale» che ho tralasciato per trattare quell’argomento.
Mi sarebbe piaciuto fare un salto alla Sapienza (Roma) per il funerale di Rodotà, lunedì scorso; per stare lì, semplicemente. È stato un punto di riferimento per me, costante per quanto lontano; ciò che ho ammirato maggiormente in lui è stata la sua autonomia di giudizio che l’ha contraddistinto anche nei periodi passati con una tessera di partito in tasca. Tra i vari ricordi e i «coccodrilli» pubblicati nei mezzi d’informazione dopo la sua morte, riporto un brano che riguarda in qualche modo anche me, chi mi segue da vicino – in senso geografico.
Silvia Truzzi aveva intervistato Stefano Rodotà e pubblicato un lungo pezzo su Il Fatto Quotidiano del 7 settembre 2014. Lei chiede a un certo punto: «E Silone che tipo era?». Il giurista risponde: «Una persona scostante e molto antipatica». Ho sempre immaginato all’incirca così il nostro illustre conterraneo. Ignoro se tale brano sia finito sotto la lente d’ingrandimento degli ultimi agiografi dello scrittore nato a Pescina.

Ci si sente tra un paio di giorni, giusto il tempo di scrivere qualcosa.

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